
Scegliere il leader del centrosinistra
attraverso le primarie, come fanno i partiti negli Stati Uniti
D'America. E' questa la proposta lanciata ieri da Romano Prodi.
L'ormai ex presidente della Commissione europea si è detto pronto a
mettersi in discussione, a competere per la leadership con altri
candidati della stessa coalizione del centrosinistra.
"Credo che le primarie siano un modo straordinariamente utile - ha
affermato - si è divisi finché si deve lottare per avere un leader, e
uniti il giorno dopo in modo da vincere assieme le elezioni politiche".
Insomma, "c'è il tempo del sangue e c'è il tempo della riconciliazione".
Ovviamente, ha spiegato l'ex presidente del Consiglio, bisognerà fissare
"regole precise". Sarà soprattutto necessario "che gli elettori prendano
coscienza di questo loro compito". Inoltre, sarà ovviamente prioritario
scegliere una data "il più lontano possibile dalle elezioni".
Con questa proposta, che ha definito senza esitazioni "un grande passo
avanti per la nostra democrazia", Prodi ha voluto mettere a tacere chi
storce il naso di fronte alla sua candidatura.
"Se si fanno le primarie il problema della leadership si risolve subito
- ha affermato - se le primarie si vogliono, si fanno, altrimenti si
smettano le polemiche".
"Ci sono altri nomi e altre ipotesi - ha spiegato - questa è la nostra
ricchezza: noi non siamo una coalizione con leader obbligati, noi
diciamo che non esistono leader per mancanza di alternative, non
esistono uomini della provvidenza, non esistono padroni".
Ogni riferimento alla Casa delle Libertà, dove Silvio Berlusconi è capo
e proprietario di tutto, è ovviamente puramente casuale.
"Spero che la proposta venga accolta - ha concluso - vediamo ora come
viene accolto il discorso, io ho detto semplicemente che sono pronto".
TORNA ALL'HOME PAGE DI
CENTOMOVIMENTI NEWS |