
La proposta di scegliere il leader del
centrosinistra attraverso le consultazioni primarie, recentemente
lanciata da Prodi, è stata salutata con entusiasmo da quasi tutti i
partiti del centrosinistra.
Nelle ultime ore si sono infatti moltiplicati gli interventi di chi vede
in questo sistema una novità "assolutamente positiva per la democrazia
italiana".
E' per esempio il caso di Arturo Parisi, esponente della Margherita
da sempre vicino al presidente uscente della Commissione europea,
che ha definito le primarie un metodo che riduce "enormemente lo spazio
d'ombra" e che accresce "lo spazio della trasparenza".
"Il momento è quello giusto - ha spiegato il dielle - le primarie sono
competizioni a pieno titolo e qualche volta persino più aspre delle
competizioni finali. Ci deve essere il tempo per farle ma anche il tempo
per dimenticarle".
Soddisfazione per la proposta dell'ex presidente del Consiglio anche da
gran parte della società civile, in particolare dai "Cittadini per
l'Ulivo" che, in tempi non sospetti, avevano lanciato un appello per
le primarie, appello firmato da moltissimi esponenti di spicco del mondo
della politica, della cultura, del sindacato e del giornalismo.
Entusiasmo è stato espresso anche da Antonio Di Pietro, per il leader
dell'Italia dei Valori con il metodo delle primarie si
prenderanno "due piccioni con una fava".
"Primo, la candidatura di Prodi non può che rafforzarsi - ha commentato
l'ex pm -secondo, se c'è qualcuno all'interno del centrosinistra che
sotto sotto aspetta di veder cadere Prodi per mettersi al suo posto deve
necessariamente uscire allo scoperto se vuole gareggiare per la
leadership".
Intanto,
l'ex capo del Governo ha già trovato un avversario, Fausto Bertinotti ha
infatti proposto la propria candidatura.
"Il referendum su una sola persona non è democratico, se davvero si
volessero fare le primarie diventa necessario un altro candidato - ha
chiarito il numero uno di Rifondazione Comunista - al limite un
uomo della sinistra alternativa, un candidato che sia la bandiera di una
democrazia vivace. In una situazione di questo genere posso pensare di
candidarmi io come espressione della sinistra alternativa".
Insomma, la febbre delle primarie è molto contagiosa e si diffonde
rapidamente. E non solo nel centrosinistra, il Senatore Domenico Kappler
vorrebbe esportare il sistema anche nella Casa delle Libertà. Ovviamente
non per scegliere il leader, ma per l'individuazione "delle candidature
parlamentari nell'attuale sistema maggioritario bipolare".
"Nell'attuale sistema politico - ha chiarito l'esponente di Alleanza
Nazionale - il meccanismo delle primarie può contribuire in maniera
decisiva alla selezione di una classe dirigente effettivamente
portatrice consapevole delle legittime istanze della propria comunità".
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