CENTOMOVIMENTI NEWS - 29 LUGLIO 2004
Al Qaeda minaccia l'Europa. Il primo obiettivo è Silvio Berlusconi
REDAZIONE

Per l'ennesima volta nelle ultime due settimane Al Qaeda ha minacciato, attraverso le pagine internet di un portale legato all'organizzazione terroristica, di attaccare l'Unione europea.
Ieri i militanti della rete del terrore hanno voluto nuovamente ricordare ai venticinque paesi dell'Ue che la tregua è scaduta e che i loro uomini sono pronti a scatenare "una guerra sanguinosa".
Lo scorso 15 aprile Osama Bin Laden aveva infatti concesso tre mesi di pace ai Paesi europei, durante i quali i Governi del Vecchio Continente avrebbero dovuto provvedere al ritiro delle loro truppe da Iraq ed Afghanistan.
"Abbiamo dichiarato contro di voi una guerra sanguinosa - hanno avvertito le Brigate Abu Hafs al Masri in un comunicato - e non cesseremo gli attacchi contro di voi finché non ritornerete sulla retta via".

Il comunicato ha inoltre indicato in Silvio Berlusconi il prioritario bersaglio della nuova guerra.
"Scuoteremo le città d'Europa e cominceremo con te, Berlusconi, spargeremo sangue fino a che non tornerai sul giusto sentiero - hanno scritto i terroristi - aspettaci, Berlusconi, e anche i tuoi altri alleati, attendi la nostra promessa che abbiamo rivelato a te e che ora stiamo rivelando all'Europa".
Lo scorso 15 luglio, sempre su internet, erano stese pubblicate una lunga serie di minacce contro il nostro Paese.
Stando a quanto veniva riportato dal portale, l'Italia sarebbe in procinto di subire un attacco che provocherà "un bagno di sangue simile all'11 settembre".
"Siamo pronti a colpire bersagli di nuova natura con armi non convenzionali che causeranno una strage di grandi dimensioni - si poteva leggere sul sito - provocheremo un bagno di sangue simile all'11 settembre".

E, in attesa di passare dalle parole ai fatti in Europa, la rete di Bin Laden continua a scatenare il panico in Iraq.
Nella tarda serata di ieri è stata diffusa la drammatica notizia che due pachistani sono stati giustiziati dai loro sequestratori. A Ramadi sono stati invece rapiti tre figli del governatore della provincia di Anbar.
Inoltre, a completare il tragico bilancio di ieri, è arrivata la notizia che un sito internet ha pubblicato la rivendicazione della uccisione di uno ostaggio bulgaro, decapitato qualche settimana fa perché il governo di Sofia "ha rifiutato di rispondere alla richiesta legittima dei mujahiddi". Il comunicato è accompagnato dalla foto della testa mozzata dell'uomo.

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