Per
l'ennesima volta nelle ultime due settimane Al Qaeda ha
minacciato, attraverso le pagine internet di un portale legato
all'organizzazione terroristica, di attaccare l'Unione europea.
Ieri i militanti della rete del terrore hanno voluto nuovamente
ricordare ai venticinque paesi dell'Ue che la tregua è scaduta e
che i loro uomini sono pronti a scatenare "una guerra sanguinosa".
Lo scorso 15 aprile Osama Bin Laden aveva infatti concesso tre
mesi di pace ai Paesi europei, durante i quali i Governi del
Vecchio Continente avrebbero dovuto provvedere al ritiro delle
loro truppe da Iraq ed Afghanistan.
"Abbiamo dichiarato contro di voi una guerra sanguinosa - hanno
avvertito le Brigate Abu Hafs al Masri in un comunicato - e non
cesseremo gli attacchi contro di voi finché non ritornerete sulla
retta via".
Il comunicato ha inoltre indicato in Silvio Berlusconi il
prioritario bersaglio della nuova guerra.
"Scuoteremo le città d'Europa e cominceremo con te, Berlusconi,
spargeremo sangue fino a che non tornerai sul giusto sentiero -
hanno scritto i terroristi - aspettaci, Berlusconi, e anche i tuoi
altri alleati, attendi la nostra promessa che abbiamo rivelato a
te e che ora stiamo rivelando all'Europa".
Lo scorso 15 luglio, sempre su internet, erano stese pubblicate
una lunga serie di minacce contro il nostro Paese.
Stando a quanto veniva riportato dal portale, l'Italia sarebbe in
procinto di subire un attacco che provocherà "un bagno di sangue
simile all'11 settembre".
"Siamo pronti a colpire bersagli di nuova natura con armi non
convenzionali che causeranno una strage di grandi dimensioni - si
poteva leggere sul sito - provocheremo un bagno di sangue simile
all'11 settembre".
E, in attesa di passare dalle parole ai fatti in Europa, la rete
di Bin Laden continua a scatenare il panico in Iraq.
Nella tarda serata di ieri è stata diffusa la drammatica notizia
che due pachistani sono stati giustiziati dai loro sequestratori.
A Ramadi sono stati invece rapiti tre figli del governatore della
provincia di Anbar.
Inoltre, a completare il tragico bilancio di ieri, è arrivata la
notizia che un sito internet ha pubblicato la rivendicazione della
uccisione di uno ostaggio bulgaro, decapitato qualche settimana fa
perché il governo di Sofia "ha rifiutato di rispondere alla
richiesta legittima dei mujahiddi". Il comunicato è accompagnato
dalla foto della testa mozzata dell'uomo.
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