CENTOMOVIMENTI NEWS - 29 LUGLIO 2004
"Se vince Kerry l'Italia resta in Iraq". Il centrosinistra si spacca
REDAZIONE

Se John F. Kerry riuscirà a spuntarla su George W. Bush, le truppe italiane devono restare in Iraq. Lo hanno dichiarato il segretario dei Ds Piero Fassino e il leader della Margherita Francesco Rutelli, che sembrano intenzionati ad appoggiare la politica americana in Medioriente in caso di vittoria del candidato dei Democratici alle presidenziali statunitensi.
Un annuncio che ha fatto insorgere l'ala più radicale del centrosinistra, facendo piombare in una nuova crisi la coalizione.

Per Armando Cossutta, Fassino e Rutelli hanno nei confronti di Kerry "la stessa subordinazione che Berlusconi ostenta nei confronti di Bush e del suo partito"
"Credo di non essere l'unico a considerare stupefacenti le dichiarazioni degli onorevoli Fassino e Rutelli", ha aggiunto il presidente dei Comunisti italiani.
In allarme anche Rifondazione Comunista, secondo il quale l'intervento in Iraq rimane "sbagliato anche se lo decide Kerry".
"Noi stiamo con il movimento pacifista, non c'è alternativa al ritiro delle truppe dall'Iraq - ha spiegato Franco Giordano - evidentemente è l'inizio della stagione estive che rischia di far dire cose controproducenti e negative".
Il numero uno dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio ha ufficialmente chiesto "un chiarimento urgente" sulla questione, ricordando che "il no alla guerra preventiva è un punto fondante della coalizione di centrosinistra".

Insomma, di fronte alla prima questione di politica internazionale la coalizione si frantuma in mille pezzi. Una bufera che era stata ampiamente prevista dalla Casa delle Libertà, che attendeva con ansia le polemiche che sarebbero scaturite dal "patetico pellegrinaggio" di Fassino e Rutelli alla convention democratica di Boston.
"Sono curioso di sapere che cosa diranno al loro ritorno in Italia ai disobbedienti, ai militanti dei centri sociali, ai girotondini, ai neocomunisti e a tutti i cosiddetti pacifisti - aveva commentato l'aennino Vincenzo Piso - non mi pare che i programmi di Kerry sull'Iraq e sul ruolo internazionale degli Stati Uniti combacino con quelli di Bertinotti".

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