Se
John F. Kerry riuscirà a spuntarla su George W. Bush, le truppe
italiane devono restare in Iraq. Lo hanno dichiarato il segretario
dei Ds Piero Fassino e il leader della Margherita Francesco
Rutelli, che sembrano intenzionati ad appoggiare la politica
americana in Medioriente in caso di vittoria del candidato dei
Democratici alle presidenziali statunitensi.
Un annuncio che ha fatto insorgere l'ala più radicale del
centrosinistra, facendo piombare in una nuova crisi la coalizione.
Per Armando Cossutta, Fassino e Rutelli hanno nei confronti di
Kerry "la stessa subordinazione che Berlusconi ostenta nei
confronti di Bush e del suo partito"
"Credo di non essere l'unico a considerare stupefacenti le
dichiarazioni degli onorevoli Fassino e Rutelli", ha aggiunto il
presidente dei Comunisti italiani.
In allarme anche Rifondazione Comunista, secondo il quale
l'intervento in Iraq rimane "sbagliato anche se lo decide Kerry".
"Noi stiamo con il movimento pacifista, non c'è alternativa al
ritiro delle truppe dall'Iraq - ha spiegato Franco Giordano -
evidentemente è l'inizio della stagione estive che rischia di far
dire cose controproducenti e negative".
Il numero uno dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio ha ufficialmente
chiesto "un chiarimento urgente" sulla questione, ricordando che
"il no alla guerra preventiva è un punto fondante della coalizione
di centrosinistra".
Insomma, di fronte alla prima questione di politica internazionale
la coalizione si frantuma in mille pezzi. Una bufera che era stata
ampiamente prevista dalla Casa delle Libertà, che attendeva con
ansia le polemiche che sarebbero scaturite dal "patetico
pellegrinaggio" di Fassino e Rutelli alla convention democratica
di Boston.
"Sono curioso di sapere che cosa diranno al loro ritorno in Italia
ai disobbedienti, ai militanti dei centri sociali, ai girotondini,
ai neocomunisti e a tutti i cosiddetti pacifisti - aveva
commentato l'aennino Vincenzo Piso - non mi pare che i programmi
di Kerry sull'Iraq e sul ruolo internazionale degli Stati Uniti
combacino con quelli di Bertinotti".
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