Nell'agenda
di George W. Bush ci sarebbe anche una nuova "Baia dei Porci"
lo ha annunciato l'ambasciatore cubano in Honduras, Alberto Gonzales,
secondo il quale gli Stati Uniti d'America sarebbero in procinto di
attaccare militarmente il territorio di Cuba.
"Una invasione da parte degli Stati Uniti non è mai stata così vicina - ha
rivelato il diplomatico - il nostro popolo è in allerta totale, la nostra
rivoluzione è in allerta totale".
Le preoccupazioni di Alberto Gonzales, che ha comunque giurato che la
popolazione è in grado di respingere l'eventuale offensiva, potrebbero avere
un certo fondamento.
Solo pochi giorni fa, infatti, il presidente americano aveva promesso un
rapido declino per il regime di Fidel Castro ed aveva fatto sapere che la
sua amministrazione sta "lavorando per il giorno della libertà di Cuba".
L'Avana darà una prima risposta domani, quando farà scendere in piazza
migliaia di cittadini "in una marcia collettiva" per protestare "contro la
politica fascista di Washington".
I progetti del leader repubblicano non riguardano però solo l'isola
caraibica, solo pochi giorni fa la Casa Bianca aveva minacciato un
inasprimento delle sanzioni economiche contro la Siria, un Paese che si
sarebbe macchiato di complicità con i gruppi terroristici iracheni. Bush
potrebbe persino impedire agli aerei civili siriani il sorvolo dello spazio
aereo americano.
E nel mirino di Washington potrebbe esserci anche Teheran, gli americani
hanno recentemente rafforzato la loro presenza ai confini dell'Iran. |