
La Commissione Difesa del Senato ha ieri
approvato un disegno di legge che riconosce la qualifica di belligeranti
ai militari dell'esercito Rsi.
Nessuna differenza, dunque, tra i vari schieramenti che parteciparono
alla seconda guerra mondiale, i repubblichini come i Partigiani,
l'esercito del duce come le forze alleate.
Il provvedimento, passato con il consenso della maggioranza e con il
voto contrario delle opposizioni, è stato spedito all'aula di Palazzo
Madama, che dovrà ora esaminarlo.
Il primo firmatario di questo capolavoro è stato il senatore di Alleanza
Nazionale Michele Bonatesta, per intenderci lo stesso parlamentare che
nel 2001 aveva proposto, insieme al collega di partito Riccardo Pedrizzi,
un disegno di legge per far diventare "Cavalieri della Patria" i
militanti della repubblica sociale.
"A distanza di tanti anni ci è apparso giusto riconoscere ai reduci
delle forze armate della Rsi la qualifica di militari belligeranti - ha
commentato entusiasta Bonatesta dopo il successo ottenuto in Commissione
- che compete loro sul piano dei fatti e del diritto nazionale ed
internazionale. Qualifica che essi hanno sempre rivendicato con forza,
al di là degli schieramenti politici del dopoguerra".
Ma la Casa delle Libertà non si limita solo a riconoscere i presunti
diritti dell'esercito del duce, la coalizione di Silvio Berlusconi ha
deciso anche di togliere l'ossigeno alle organizzazioni che difendono
gli ideali dell'antifascismo.
E così, mentre gli ex missini esprimono "viva soddisfazione",
l'associazione nazionale Partigiani italiani è ridotta sul lastrico.
Sul portale dell'Anpi e è stata inserita da alcune settimane una lettera
firmata dal presidente nazionale Arrigo Boldrini, che denuncia la
riduzione dei finanziamenti destinati all'organizzazione.
"L’attuale maggioranza - ha scritto Boldrini - ha ridotto di ben il 55
per cento un modesto contributo che era già stato decurtato del 10 per
cento nel 2002. Questo in vigenza di una legge triennale, scaduta
proprio con il 2003, quindi senza nessuna garanzia per i prossimi anni".
Per sopravvivere l'Anpi è dovuta ricorrere ad una sottoscrizione,
rivolgendo un appello "a tutti i cittadini che non siano insensibili ai
valori fondanti della nostra Repubblica".
Il presidente ha puntato il dito contro la Casa delle Libertà: "Appare
difficile non ipotizzare che dietro questi fatti ci siano precisi
disegni politici per farla finita una volta per sempre con la
Resistenza, la memoria storica, il ricordo di pagine che a taluno
possono essere indigeste".
|