CENTOMOVIMENTI NEWS - 20 MAGGIO 2004
La rivincita dei repubblichini sulla resistenza
REDAZIONE

La Commissione Difesa del Senato ha ieri approvato un disegno di legge che riconosce la qualifica di belligeranti ai militari dell'esercito Rsi.
Nessuna differenza, dunque, tra i vari schieramenti che parteciparono alla seconda guerra mondiale, i repubblichini come i Partigiani, l'esercito del duce come le forze alleate.
Il provvedimento, passato con il consenso della maggioranza e con il voto contrario delle opposizioni, è stato spedito all'aula di Palazzo Madama, che dovrà ora esaminarlo.

Il primo firmatario di questo capolavoro è stato il senatore di Alleanza Nazionale Michele Bonatesta, per intenderci lo stesso parlamentare che nel 2001 aveva proposto, insieme al collega di partito Riccardo Pedrizzi, un disegno di legge per far diventare "Cavalieri della Patria" i militanti della repubblica sociale.
"A distanza di tanti anni ci è apparso giusto riconoscere ai reduci delle forze armate della Rsi la qualifica di militari belligeranti - ha commentato entusiasta Bonatesta dopo il successo ottenuto in Commissione - che compete loro sul piano dei fatti e del diritto nazionale ed internazionale. Qualifica che essi hanno sempre rivendicato con forza, al di là degli schieramenti politici del dopoguerra".

Ma la Casa delle Libertà non si limita solo a riconoscere i presunti diritti dell'esercito del duce, la coalizione di Silvio Berlusconi ha deciso anche di togliere l'ossigeno alle organizzazioni che difendono gli ideali dell'antifascismo.
E così, mentre gli ex missini esprimono "viva soddisfazione", l'associazione nazionale Partigiani italiani è ridotta sul lastrico.
Sul portale dell'Anpi e è stata inserita da alcune settimane una lettera firmata dal presidente nazionale Arrigo Boldrini, che denuncia la riduzione dei finanziamenti destinati all'organizzazione.

"L’attuale maggioranza - ha scritto Boldrini - ha ridotto di ben il 55 per cento un modesto contributo che era già stato decurtato del 10 per cento nel 2002. Questo in vigenza di una legge triennale, scaduta proprio con il 2003, quindi senza nessuna garanzia per i prossimi anni".
Per sopravvivere l'Anpi è dovuta ricorrere ad una sottoscrizione, rivolgendo un appello "a tutti i cittadini che non siano insensibili ai valori fondanti della nostra Repubblica".
Il presidente ha puntato il dito contro la Casa delle Libertà: "Appare difficile non ipotizzare che dietro questi fatti ci siano precisi disegni politici per farla finita una volta per sempre con la Resistenza, la memoria storica, il ricordo di pagine che a taluno possono essere indigeste".

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