
La coalizione angloamericana è pronta a sferrare l'attacco (forse)
decisivo alla città di Falluja, regno quasi incontrastato dei ribelli da
molti mesi. La battaglia si annuncia un vero e proprio bagno di sangue:
è sufficiente pensare che il comando Usa ha raddoppiato il personale
medico nella zona ed ha fatto pervenire un obitorio mobile.
Inoltre i
militari, con un bombardamento di volantini, hanno
diffuso un messaggio con il quale è stato consigliato a donne e bambini di
lasciare la città.
E, per aprire la strada alle forze di fanteria,
ormai da interminabili giorni gli aeroplani e l'artiglieria pesante
continuano a martellare le postazioni dei terroristi.
Contro il progetto degli alleati si è schierato ancora una volta il
segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan che, attraverso una
lettera destinata all'attenzione del presidente degli Stati Uniti George
W. Bush e del primo ministro britannico Tony Blair, ha chiesto di non
sferrare l'attacco.
"Un'offensiva a Falluja - ha spiegato - potrebbe esasperare la rabbia
degli iracheni e minare la prospettiva di elezioni a gennaio in Iraq".
Un appello destinato a cadere nel vuoto, Londra ha infatti subito
rispedito al mittente il consiglio del numero uno del Palazzo di Vetro.
"Annan può dire ciò che vuole - ha chiarito il Foreign Office - ma a
questo riguardo diamo ascolto al governo di Bagdad".
Inutile dire che l'Esecutivo di Ayad Allawi si è già detto convinto
dell'utilità di questa offensiva.
"Speriamo che i terroristi che tengono ancora in mano Falluja si
decidano a ragionare - ha dichiarato il premier - perché altrimenti noi
effettivamente passeremo alla forza".
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