
L'appello del segretario generale dell'Onu Kofi Annan è caduto nel
vuoto, il premier iracheno Iyad Allawi ha dato il via libera
all'offensiva e le truppe Usa, almeno diecimila soldati armati fino ai
denti, hanno sferrato l'attacco contro Falluja, roccaforte dei ribelli
che combattono la coalizione angloamericana.
Dopo giorni e giorni di bombardamento contro le postazioni dei
miliziani, compiuti tramite l'aviazione e l'artiglieria pesante, le
forze di terra hanno fatto il loro ingresso in città. Questo pomeriggio,
alcuni tank hanno occupato la stazione ferroviaria, ma violenti
combattimenti sono in corso in tutta Falluja. Tra i marine ci sarebbero
già state almeno due perdite.
Il terrorista Abu Musab Al Zarqawi ha invitato la popolazione ad
imbracciare le armi per difendere con la "guerra santa" l'occupazione
della loro città.
Nel frattempo, in Italia divampa la polemica politica. Secondo i partiti
delle opposizioni, infatti, i sanguinosi scontri di Falluja dovrebbe
convincere il Governo a ritirare subito le truppe italiane dall'Iraq.
"Eravamo per il ritiro delle truppe prima, lo siamo ancora di più oggi -
ha tuonato il comunista Pino Sgobio - il governo italiano dovrebbe
prendere immediatamente le distanze dall'assurda offensiva ordinata da
Bush all'indomani della sua rielezione".
Per il Verde Paolo Cento siamo di fronte ad "massacro annunciato", dal
quale l'Esecutivo di Berlusconi dovrebbe immediatamente prendere le
distanze.
"Il governo italiano non può essere complice - ha spiegato l'esponente
del partito ambientalista - le notizie sempre più drammatiche che
giungono dall'Iraq, dove tank americani sono già entrati nella stazione
dei treni, destano grande preoccupazione per le conseguenze sui civili
di un attacco feroce contro Falluja, preparato dalle truppe occupanti".
LEGGI ANCHE:
HOME PAGE |