
Andrew Veal, un pacifista americano, disperato per la vittoria di George
W. Bush nelle recenti elezioni presidenziali statunitensi, si è tolto la
vita sparandosi un colpo di arma da fuoco alla testa.
Il giovane, residente ad Athens, in Georgia, ha scelto di mettere in
atto l'estremo gesto nel luogo simbolo della più grande tragedia del suo
paese: si è recato a New York, ha scavalcato le recinzioni del cantiere
dove sorgeva fino all'11 settembre 2001 il World Trade Center, ed ha
premuto il grilletto.
Andrew
Veal, ricercatore universitario, aveva solo venticinque anni. Prima di
suicidarsi non ha lasciato alcun messaggio, ma chi lo conosceva è sicuro
che il gesto sia stato una diretta conseguenza dell'esito del voto del 2
novembre. A causa della conferma di Bush alla Casa Bianca, il giovane era
infatti entrato in una gravissima crisi depressiva.
Si è trattato di una protesta estrema - hanno assicurato i suoi
amici - contro il partito repubblicano, contro il presidente e,
soprattutto, contro la guerra in Iraq.
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