
Bufera nel centrosinistra su Francesco Rutelli, il leader della
Margherita, con un'intervista a Il Corriere della Sera, ha proposto al
Governo di aprire un tavolo di confronto per affrontare le tematiche
relative alla giustizia.
"La riforma scritta dal governo è accettabile solo in alcune parti - ha
dichiarato - noi siamo pronti a proporre soluzioni che inciderebbero
poco sui conti pubblici".
La proposta, subito accettata dal Guardasigilli Roberto Castelli, ha
invece scatenato una nuova bagarre nel centrosinistra.
La diessina Anna Finocchiaro ha ricordato all'ex sindaco di Roma che la
"maggioranza ha utilizzato le riforme per allungare i tempi processuali,
ha lasciato regolarmente inascoltati gli inviti al dialogo e al
confronto ed ha mostrato disinteresse e tagliato risorse per il servizio
giustizia".
"Il centrosinistra deve elaborare la sua proposta di riforma senza
rincorrere le nefandezze del Governo - le ha fatto eco il comunista
Oliviero Diliberto - la riforma della giustizia rientra in uno scenario
eversivo. C'é quindi poco da essere d'accordo".
Molto critico anche Gavino Angius, per il quale "alcune delle
osservazioni svolte da Rutelli nell'intervista al Corriere sono
convincenti, altre meno".
"La politica ci dice che noi continuiamo a parlare ai sordi - ha
chiarito - mi dispiace per Francesco, ma credo che ci troviamo di fronte
a sordi che non ci vogliono sentire".
Estremamente duro anche il diessino Cesare Salvi, secondo il quale "per
Rutelli riformismo significa dialogo con la destra sempre e comunque".
"La proposta della destra è inemendabile e irriformabile - ha aggiunto -
che cosa ci sia da dialogare a questo proposito francamente non riesco a
comprendere".
Toni completamente diversi sono stati usati dalla maggioranza, oltre al
già citato Guardasigilli anche il forzista Sandro Bondi ha trovato
positivo l'invito del leader della Margherita.
"Finalmente anche Rutelli scopre i mali della giustizia italiana e
ammette che le proposte del governo sono in parte accettabili - ha
spiegato - è un passo avanti rispetto alle posizioni propagandistiche e
ostruzionistiche del passato".
Bondi si è poi velenosamente detto curioso di "sapere se le aperture di
Rutelli siano approvate e condivise anche da Romano Prodi".
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