
Il 17 febbraio 2004, durante una conferenza stampa a Palazzo Chigi, il
presidente del Consiglio Silvio Berlusconi era stato chiarissimo: "Se lo
Stato chiede al cittadino di pagare il 50% di quello che guadagna,
ognuno si sentirà moralmente autorizzato ad evadere".
Oggi il Cavaliere ha voluto ribadire il concetto, e lo ha fatto proprio
nel Comando generale della Guardia di Finanza. Più che un discorso, una
confessione.
Berlusconi si è infatti recato nella sede delle Fiamme Gialle per
affermare che il cittadino è moralmente autorizzato a non pagare le
tasse.
"C'è una norma di diritto naturale che dice che se lo Stato ti chiede un
terzo di quello che con tanta fatica hai guadagnato questa ti sembra una
richiesta giusta e glielo dai in cambio di servizi che lo Stato ti dà -
ha spiegato - se lo Stato invece ti chiede di più, o molto di più c'è
una sopraffazione nei tuoi confronti, e allora ti ingegni per trovare
dei sistemi elusivi o addirittura evasivi che senti in sintonia con il
tuo sentimento di moralità e che non ti fanno sentire intimamente
colpevole".
Il premier ormai non stupisce più: in passato ha consigliato ai
cassaintegrati della Fiat di trovarsi un lavoro in nero ed ha preteso di
essere trattato dai Giudici in modo particolare rispetto agli altri
cittadini.
"La legge è uguale per tutti - affermò il 17 giugno del 2003 nel Palazzo
di Giustizia di Milano in occasione delle sue dichiarazioni spontanee
inerenti al processo Sme - ma per me è più uguale che per gli altri
perché mi ha votato la maggioranza degli italiani".
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