
La metà delle Moschee di Falluja sono state danneggiate o distrutte
durante l'offensiva americana denominata "Phantom fury". Lo ha
annunciato l'emittente araba Al-Jazeera, secondo la quale circa sessanta
luoghi di culto islamico sarebbero già stati colpiti. Gli americani non
negano di aver causato danni a diversi siti religiosi, ma ne addossano
la responsabilità ai terroristi.
"Ci sparano addosso da qualsiasi punto - si è sfogato un militare
avvicinato da un giornalista - anche dagli ospedali e dalle Moschee".
Ancora più accusatorio il tono del comando statunitense che, con un
comunicato, ha accusato i ribelli di violare le regole di guerra.
"In violazione del diritto internazionale i ribelli di Falluja usano le
Moschee della città come basi operative e depositi di armi e munizioni -
si legge nella nota - le forze della coalizione stanno usando solo la
forza sufficiente ad eliminare le minacce".
Con l'intento di convincerli a farsi avanti a viso aperto, senza
nascondersi tra le postazioni civili, i militari americani stanno
provocando i ribelli con un messaggio in lingua araba: "Coraggiosi
terroristi, siamo qui ad aspettarvi, venite fuori ed uccideteci",
ripetono in continuazione gli altoparlanti posizionati sopra i mezzi
statunitensi.
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