
"Chiedo semplicemente di eliminare una legge liberticida". L'autore di
questa affermazione è il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, la
"legge liberticida" in questione è quella sulla Par Condicio, l'unica
norma capace di arginare la potenza mediatica del Cavaliere.
La violenza con la quale Berlusconi si scaglia contro l'attuale
normativa è direttamente proporzionale alla crisi della sua coalizione.
Dopo ogni sconfitta elettorale, infatti, il premier torna alla carica
con foga sempre maggiore.
Il progetto del capo del Governo è semplice: bisogna permettere ai
partiti di mandare in onda tutti gli spot elettorali a pagamento che
vogliono. Via tutte le restrizioni e tutti i limiti: pubblicità politica
anche fino al giorno prima della consultazione. Per quel che concerne
gli spazi televisivi gratuiti, invece, questi saranno ripartiti tra le
diverse forze politiche in base ai voti presi nelle precedenti elezioni.
"Ogni partito deve avere una quota di presenza nei mezzi di
comunicazione proporzionale alla sua quota di parlamentari - ha
affermato Berlusconi parlando con il giornalista Bruno Vespa - nella
tribuna politica prima delle elezioni europee il partito del trenta per
cento ha avuto lo stesso spazio del partito che ha il due per cento. E'
scientificamente dimostrato che in questo modo il partito maggiore
scende e il partito minore sale".
Le dichiarazioni del primo ministro, che Vespa ha raccolto nel suo
ultimo libro "Storia d'Italia da Mussolini a Berlusconi", hanno messo
nuovamente in allarme il centrosinistra. Le opposizioni temono infatti
che il Cavaliere possa cercare di evitare una sconfitta sicura cambiando
le regole del gioco alla vigilia delle politiche 2006, in particolare
con la nuova legge elettorale e con la nuova normativa della Par
Condicio.
"È sempre più evidente che il partito azienda intende impugnare il
manganello mediatico per regolare i conti non solo con le opposizioni,
ma anche con le altre forze politiche della maggioranza - ha affermato
il diessino Giuseppe Giulietti - Forza Italia, il partito del presidente
del consiglio editore, intende tornare alla carica per abrogare ogni
forma di Par Condicio e introdurre lo spot libero a pagamento nel corso
delle campagne elettorali".
Secondo l'esponente della Quercia "questo disegno è un vero e proprio
oltraggio costituzionale ed istituzionale".
"Ci auguriamo - ha concluso - che i garanti delle regole vogliano
battere un colpo".
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