
E' durata solo sette ore la requisitoria del pubblico ministero Ilda
Boccassini nell'ambito del processo stralcio Sme-Ariosto, che vede come
unico imputato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
Il Pm, parlando davanti ai Magistrati della prima sezione penale del
Tribunale di Milano, presieduta dal Dottor Francesco Castellano, ha
chiesto di condannare il Cavaliere ad otto anni di reclusione (più
l'interdizione perpetua dai pubblici uffici), massima pena prevista dal
codice per la corruzione semplice.
Vista l'inaudita gravità del reato, la Toga ha auspicato che il
collegio voglia non tenere conto delle attenuanti generiche.
"Berlusconi si è presentato in aula (il riferimento è alle dichiarazioni
spontanee del premier del giugno 2003) come un cittadino più uguale
degli altri perchè ha ricevuto il consenso di una parte degli italiani -
ha spiegato - Berlusconi si è presentato come il garante di tutti i
cittadini. Ma è una persona che mente al popolo italiano. Tutte le
dichiarazioni rese non sono rispondenti al vero. Tutti i comportamenti
non meritano le attenuanti generiche".
Secondo Ilda Boccassini, inoltre, tutte le carte processuali dimostrano
"la responsabilità di Berlusconi" nella corruzione dei Magistrati
romani, comprati
affinché mettessero "le loro funzioni" al servizio della Fininvest, in
modo da far vincere al gruppo la controversia riguardante la vendita di
Sme.
"Non sono invenzioni - ha chiarito - ma tonnellate di documenti, non di
fango, che costituiscono questo processo che non è uno spot
pubblicitario ma che è un percorso lungo e faticoso".
All'inizio della sua arringa il Giudice aveva ricordato che "in un altro
procedimento sono già stati condannati i coimputati di Silvio
Berlusconi, cioè l'avvocato Cesare Previti, l'ex magistrato Renato
Squillante e l'avvocato Attilio Pacifico".
"Deve essere condannato anche l'imprenditore che per conto di Fininvest
aveva a libro paga il giudice Squillante - aveva chiarito - la
corruzione di un Magistrato tocca il pilastro sul quale si regge uno
Stato democratico".
La replica della difesa alla richiesta di condanna è stata molto dura,
l'avvocato Gaetano Pecorella ha voluto far notare che solitamente per
una persona accusata di corruzione semplice non viene chiesto il massimo
della pena.
"Evidentemente è la sua posizione politica che influisce - ha aggiunto -
l'obiettivo della requisitoria era quello di colpire il Presidente del
Consiglio. C'è chi continua a raccogliere il grido: resistere,
resistere, resistere".
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