
La richiesta di condannare Silvio Berlusconi ad otto anni di carcere,
che il pubblico ministero Ilda Boccassini ha rivolto ieri al collegio
della prima sezione penale del Tribunale di Milano, ha fatto insorgere
all'unisono gli esponenti della Casa delle Libertà.
Per il vicepresidente del Consiglio Gianfranco Fini "la richiesta ad
otto anni non è una novità, perché quello che abbiamo definito
accanimento giudiziario aveva caratterizzato tutto il processo".
Sulla stessa lunghezza d'onda anche il commento dell'aennino Ignazio La
Russa, secondo il quale "la richiesta di condanna è la conferma di una
previsione".
"Nessuno - ha spiegato - ha mai potuto pensare che la Boccassini avrebbe
chiesto l'assoluzione di Berlusconi".
Ma le dichiarazioni più dure sono ovviamente arrivate dagli esponenti di
Forza Italia, impegnati in un vero e proprio linciaggio ai danni del
Giudice.
"Settori ben noti e marginali della Magistratura fanno un uso distorto,
indegno e spregiudicato della Giustizia - ha attaccato Antonio
Martusciello - impegnando otto ore di requisitoria per sollevare un
polverone contro il presidente del consiglio".
Per Fabrizio Cicchitto, invece, la dottoressa Boccassini ha fatto "un
vero e proprio comizio, confermando che c'è un nucleo d'acciaio di
Magistrati i quali fanno politica nelle aule giudiziarie".
"La richiesta di condanna è un atto politico - gli ha fatto eco
Elisabetta Casellati - non è altro che una requisitoria di carattere
mediatico e teatrale, senza alcuna prova, che dimostra solo la
persecuzione portata avanti contro il Presidente del Consiglio".
Michele Saponara, invece, pregusta già il sapore della vendetta.
L'azzurro, ricordando che tra poco verrà approvato il nuovo ordinamento
giudiziario, ha giudicato l'arringa di Ilda Boccassini "come il canto
del cigno di questi pm giustizialisti".
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