
"Non ho nessun elemento e nessun titolo per esprimere valutazioni di
merito su questa richiesta. Mi pare si debba semplicemente prenderne
atto e rispettare le decisioni della Magistratura e continuare a
considerare tutti i cittadini innocenti sino alla sentenza definitiva".
Con queste parole il dielle Pierluigi Castagnetti ha commentato la
requisitoria che il pubblico ministro Ilda Boccassini ha pronunciato
ieri davanti ai Magistrati della prima sezione penale del Tribunale di
Milano nell'ambito del processo Sme. Un'arringa al termine della quale
la Toga ha chiesto al collegio giudicante di condannare il Cavaliere ad
otto anni di reclusione e all'interdizione perpetua dai pubblici uffici.
Come Castagnetti, molti altri esponenti del centrosinistra non si sono
voluti sbilanciare, attendendo l'esito della sentenza per esprimere un
giudizio.
Di diverso avviso il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro,
che ha ritenuto la richiesta di Ilda Boccassini una ragione sufficiente
per chiedere al premier di lasciare Palazzo Chigi.
"In un Paese normale le dimissioni sarebbero un atto necessario - ha
spiegato - giacché al di là della vicenda strettamente processuale vi è
la necessità politica di avere delle Istituzioni credibili e non mettere
in imbarazzo tutti gli altri organi Istituzionali".
Di Pietro si è poi detto convinto che "Berlusconi non si dimetterà,
perché evidentemente a lui mancano il senso dell'etica e della morale
politica".
"Magari - ha concluso - assisteremo al varo di un'altra legge in
extremis per impedire che il processo arrivi alla conclusione".
Il Presidente dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio si è invece soffermato
sulle "reazioni scomposte" del centrodestra a questa richiesta,
invitando i Parlamentari della maggioranza a cessare gli attacchi contro
Ilda Boccassini.
"La continua aggressione ai Giudici della Casa delle Libertà è un
pessimo esempio ai cittadini, che sono quasi istigati all'illegalità -
ha spiegato - il processo dovrebbe svolgersi in un clima di sobrietà,
anche nell'interesse di Berlusconi che, aggredendo continuamente i
giudici e ricorrendo alle ipotesi di complotto ai suoi danni, aggrava la
sua posizione".
Per Pecoraro Scanio "questo comportamento scellerato della Casa delle
Libertà "offre una pessima immagine dell'Italia in Europa, confermando
l'anomalia di un primo ministro costantemente sotto processo che si
sottrae al confronto in aula".
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