
"Le campagne di delegittimazione e insulti nei confronti dei Magistrati,
soprattutto se provengono da esponenti delle Istituzioni, danneggiano la
Giustizia".
Ieri l'Associazione Nazionale Magistrati ha deciso di intervenire in
difesa dei Giudici che in questi giorni sono finiti nel mirino della
Casa delle Libertà, protestando in particolare per il linciaggio in atto
contro i colleghi che si sono occupati di procedimenti che riguardano
esponenti politici di primo piano.
L'Anm si riferisce ovviamente agli attacchi rivolti contro Ilda
Boccassini, che venerdì scorso ha chiesto otto anni di galera per il
presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nell'ambito del processo Sme,
e contro i Giudici calabresi che negli scorsi giorni hanno messo sotto
inchiesta, tra gli altri, due parlamentari di Alleanza Nazionale.
"In questi ultimi giorni un Pubblico Ministero di Milano è stato
accusato di golpismo ed accanimento giudiziario solo per avere, nella
funzione di pubblica accusa, presentato le sue motivate richieste al
Giudice - si legge in un documento del sindacato delle Toghe - e in
Calabria una indagine giudiziaria ha fatto emergere un quadro di
delegittimazione orchestrata ai danni di magistrati impegnati nei
confronti della criminalità organizzata".
L'associazione dei Giudici ha inoltre puntato il dito contro la
trasmissione televisiva "Porta a Porta", che la scorsa settimana ha
dedicato una puntata al caso Cogne durante la quale "è stato consentito
di accusare, senza replica, i Magistrati che hanno condotto le indagini
di coprire i veri responsabili dell'omicidio".
Infine, il sindacato ha voluto esprimere la propria solidarietà alle
Toghe del Tribunale di sorveglianza di Roma, che erano state criticate
per aver concesso alcune giornate di libertà al mafioso Giovanni Brusca:
"I Magistrati sono stati oggetto di un'aggressione solo per aver
applicato dei benefici previsti dall'ordinamento penitenziario e dalle
leggi collegate".
"L'Anm esprime stima e solidarietà a questi colleghi - si legge ancora
nel documento - nella convinzione che un corretto sistema istituzionale
non può tollerare l'offesa e la delegittimazione della funzione
giurisdizionale".
Sempre ieri il direttivo centrale dell'Anm ha confermato per il giorno
24 novembre 2004 lo sciopero contro la Riforma dell'ordinamento
giudiziario che la Casa delle Libertà si appresta ad approvare forse già
entro la fine dell'anno.
Il sindacato ha voluto anche rivolgere un appello ai presidenti di
Camera e Senato, con il quale ha auspicato che "il Parlamento voglia
riesaminare" una riforma "sbagliata" verso la quale i Giudici esprimono
"netto dissenso e vivissima preoccupazione".
Un testo che, hanno concluso, "porrà a rischio la indipendenza della
Magistratura, modificherà l'equilibrio tra i poteri dello Stato e
diminuirà le garanzie dei cittadini".
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