
L'Esecutivo iracheno e il comando statunitense hanno negato con
decisione le voci secondo le quali all'interno di Falluja vi sono civili
bisognosi di assistenza umanitaria.
Amnesty international, la Mezzaluna Rossa e diverse associazioni non
Governative avevano denunciato la mancanza di cibo, acqua e medicinali
nella città che in questi giorni è stata presa d'assalto dai marine e
dall'esercito iracheno.
"Il Governo iracheno smentisce seccamente l'ipotesi ventilata da alcune
fonti secondo cui c'è penuria di beni a Falluja - ha affermato il
premier provvisorio Iyad Allawi - un team del ministero della sanità ha
visitato la città, confermando che non sono stati trovati civili che
avevano bisogno di cibo e acqua".
Secondo Allawi, è tra l'altro "evidente che ci sono pochissimi civili a
Falluja, perché la maggioranza gli abitanti è fuggita prima che
iniziassero le operazioni".
Un concetto analogo era stato espresso domenica scorsa dal comando
statunitense, che aveva vietato alla Mezzaluna Rossa l'accesso alla
città.
"Non c'é alcun bisogno di portare aiuti a Falluja, perché noi abbiamo i
nostri aiuti per la popolazione, porteremo fuori i feriti, e tutto il
lavoro si potrà fare all'ospedale locale - aveva spiegato il colonnello
Usa Mike Shupp - e poi non sembrano esserci civili rimasti intrappolati
in città".
Secondo le organizzazioni umanitarie, invece, a Falluja vi
sarebbero ancora più di 50mila persone, le cui condizioni di vita
sarebbero decisamente preoccupanti.
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