
Dopo aver sistemato un direttore di fiducia alla guida del Tg5, il
centrodestra si preoccupa di limitare i "danni" che genera quotidianamente
il Tg3, ultimo baluardo di libera informazione rimasto nelle tv
controllate dal presidente del Consiglio.
Viale Mazzini vuole ridurre di cinque minuti l'edizione delle 14.20, un
taglio che andrà ad aggiungersi ai continui "boicottamenti" alla testata,
sempre oggetto di riduzioni di fondi e di personale.
Con una nota, l'assemblea del telegiornale ha respinto "con
preoccupazione l'ipotesi avanzata dai vertici aziendali".
"Sono ormai mesi che la direzione generale cerca di ridimensionare,
negando spazi, risorse e personale, un telegiornale che rappresenta una
voce importante nel panorama dell'informazione italiana - si legge nel
comunicato - i giornalisti chiedono alla commissione parlamentare di
Vigilanza di portare alla luce le reali intenzioni dei vertici della Rai
e al direttore di difendere gli spazi e farsi carico del rilancio del
telegiornale, in tutte le sue edizioni, perché la qualità
dell'informazione sia sempre più attenta alle esigenze dei
telespettatori e coerente con il dovere del servizio pubblico".
E, se il direttore generale Flavio Cattaneo per il momento tace, il
gruppo dei Ds della commissione di Vigilanza ha subito risposto
all'appello, innanzitutto
esprimendo "una convinta solidarietà alla redazione".
"Quanto sta accadendo - hanno spiegato i parlamentari - contraddice
clamorosamente le affermazioni del direttore generale Cattaneo che,
nell'ultima audizione della commissione, aveva descritto un'azienda
finalmente serena e pacificata".
Gli esponenti della Quercia hanno annunciato che chiederanno la
convocazione urgente dei sindacati dei lavoratori, dei dirigenti,
dell'Usigrai e dei comitati di redazione.
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