
"Fini alla Farnesina? E' preoccupante pensare che siamo rappresentati
all'estero da Fini, Tremaglia, Selva e Mantica. Risulterà estremamente
difficile creare un colloquio con una parte importante del mondo che,
volente o nolente, li vedrà come gli eredi del fascismo".
Queste parole non sono state pronunciate da un militante del movimento
no-global, l'autore di questa dichiarazione è infatti il leghista
Edouard Ballaman, visibilmente turbato per la designazione di Gianfranco
Fini alla Farnesina.
"Certamente Fini, con quest'incarico ha raggiunto il suo obiettivo - ha
aggiunto l'esponente del Carroccio - anche se non coincide con quello di
Alleanza Nazionale. E comunque non credo che quella di Fini sia stata
una scelta felice: in primo luogo il nuovo incarico lo allontana dal suo
partito, ma lo attendono anche molte trappole proprio per il suo
passato".
Il Deputato del Carroccio è dunque in sintonia con moltissimi esponenti
del centrosinistra, che hanno espresso in queste ore preoccupazione per
l'arrivo di un ex fascista sulla poltrona di ministro degli Esteri.
"Al di là del nuovo look che ha cercato di darsi in questi ultimi mesi,
Fini conserva una cultura di destra autoritaria che non lo rende
adeguato a rappresentare l'Italia all'estero - ha commentato il
presidente dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio - basta considerare la sua
uscita dell'altro giorno in aula alla Camera (quella sull'Aventino delle
opposizioni, ndr) per capire che tutti i tentativi di aggiustare il suo
look nascondono un imbroglio".
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