
"Durante il mio secondo mandato continuerò a perseguire una politica
estera che diffonda libertà e speranza e renda il nostro paese più
sicuro".
Questo il passaggio con il quale il presidente americano George W. Bush
ha voluto concludere il suo discorso all'Asian Pacific Economic
Cooperation, vertice che si sta svolgendo a Santiago del Cile.
Durante i colloqui tenuti con il presidente russo, quello cinese, quello
Giapponese e quello sudcoreano, Bush ha lanciato pesanti avvertimenti
all'Iran e alla Corea del Nord.
"L'Iran sta lavorando a pieno regime all'arricchimento di uranio che
potrebbe essere usato anche per scopi militari - ha accusato - il
governo iraniano sappia che siamo preoccupati. Il mondo sa che è una
questione seria".
Per quel che concerne invece la Corea del Nord, l'inquilino della Casa
Bianca ha auspicato che il regime di Pyongyang voglia al più presto
riprendere il dialogo con le cinque nazioni (Cina, Russia e Corea del
Sud, Stati Uniti e Giappone) che fino ad oggi hanno cercato di trovare
una soluzione pacifica alla controversia riguardante i suoi progetti
sugli armamenti nucleari.
"Le autorità nordcoreane ascolteranno una voce comune dal mondo - ha
chiarito il leader repubblicano - non c'è alcuna alternativa al <dialogo
a sei>, per ora sospeso".
Durante il vertice decine di migliaia di persone hanno manifestato
contro il presidente statunitense. Le proteste sono degenerate in gravi
disordini, che hanno portato al ferimento di circa venti persone. Gli
arresti sono stati oltre quaranta.
Alcuni contestatori hanno lanciato sassi ed altri oggetti contro le
forze di polizia, due agenti e un manifestante sono persino stati
colpiti da colpi di arma da fuoco.
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