
Dopo lo scandalo suscitato dalle torture che i soldati americani hanno
inflitto ai prigionieri iracheni, le denunce degli stupri compiuti dalle
forze Onu in Congo, e le foto shock dei soldati israeliani che giocano a
calcio con le teste dei palestinesi uccisi, anche la Germania è stata
scossa dalla notizia che i propri soldati hanno perpetrato violazioni
dei diritti umani. Il "caso tedesco" genera poi un particolare scalpore,
non essendo la Germania impegnata in alcun conflitto. Gli abusi
sarebbero infatti stati compiuti da diversi sottufficiali ai danni dei
propri sottoposti.
Secondo quanto denunciato dal quotidiano "Der Spiegel" siamo di fronte a
qualcosa di molto più grave del semplice fenomeno del nonnismo: le
reclute, legate e incappucciate dai loro superiori, venivano sottoposte
a trattamenti umilianti e dolorosi. Si parla addirittura di torture
inflitte tramite scosse elettriche nelle regioni del collo, dell'inguine
e dello stomaco. Anche in questo caso, come pure in Israele e nelle
carceri irachene, il tutto veniva rigorosamente filmato e fotografato.
La procura di Muenster, luogo dove si sono verificati i crimini, ha
aperto un'inchiesta contro un capitano e diciassette sottufficiali, che
dovranno ora rispondere di maltrattamenti e trattamento degradante
di sottoposti, reati per i quali rischiano, codice militare alla mano,
il carcere fino a cinque anni.
Il generale Ernst Heirich Lutz, responsabile delle truppe della zona, ha
parlato di "gravi violazioni del dovere".
"L'intero ordinamento del diritto è stato danneggiato dal fatto di aver
trasformato le persone in oggetti - ha spiegato - ma si tratta di pochi
casi isolati".
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