
E' stato un vero successo lo sciopero di ieri dei Magistrati italiani,
che hanno incrociato le braccia per protestare contro la Riforma della
Giustizia del Governo di Silvio Berlusconi.
Secondo quanto riferito dal presidente dell'Associazione Nazionale
Magistrati Edmondo Bruti Liberati, l'adesione media è stata superiore
all'85% (ma per il ministero della Giustizia solo il 74%).
Quello di ieri è stato il terzo sciopero delle Toghe in due anni, ha
sottolineato Bruti Liberati, "un record del ministro Castelli".
Adesione totale in Corte di Cassazione, dove tutte le udienze civili
e penali sono state rinviate. Nel rispetto del codice di
autoregolamentazione sono stati trattati esclusivamente i processi con
imputati detenuti e quelli per licenziamento.
La protesta è stata sostenuta dalle opposizioni, che hanno manifestato a
più riprese la propria solidarietà alle Toghe. Il leader dei Ds Piero
Fassino ha promesso che il centrosinistra contrasterà la riforma in
Parlamento.
"Non escludo che la maggioranza metta ancora una volta la fiducia anche
sul riordino della giustizia - ha spiegato - noi faremo la nostra parte
in Parlamento, sebbene i rapporti di forza siano quelli che conoscete".
Per il Verde Paolo Cento la mobilitazione dei Giudici è stata "una
giusta protesta contro un Governo sordo ad ogni richiesta di dialogo".
"Ci auguriamo che la massiccia partecipazione dei Magistrati allo
sciopero induca il Governo e le forze politiche di maggioranza ad un
ripensamento nei confronti dell'infausta legge sulla riforma
dell'ordinamento giudiziario e su quella salva-previti - ha dichiarato
Antonio Di Pietro - l'Italia dei Valori farà il suo dovere anche questa
volta e si metterà immediatamente all'opera nella raccolta delle firme a
favore di un referendum che cancelli anche queste altre leggi vergogna".
Sempre ieri hanno scioperato gli avvocati, che hanno protestato
contro il nuovo ordinamento della Giustizia, ma per ragioni radicalmente
opposte a quelle dei Magistrati. Tra le altre cose gli avvocati
vorrebbero che la riforma contemplasse una netta separazione delle
carriere tra Giudici e Pm. L'adesione, secondo l'Unione delle Camere
Penali, è stata molto vicina al 100%.
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