
L'indagine conoscitiva dell'Autorità garante della concorrenza e del
mercato conferma ciò che già tutti sapevano: la concentrazione di potere
nel campo della raccolta pubblicitaria di Mediaset e Rai non ha eguali
in Europa.
Secondo l'Antitrust, infatti, il mercato italiano è caratterizzato da
"un livello di concentrazione che non ha riscontro negli altri Paesi
europei, e che è determinato dalla posizione dominante del gruppo
Fininvest (65%) e dalla quota di Rai che detiene, con il 29%, la quasi
totalità della parte residuale del mercato".
Per quanto riguarda la tv pubblica, una soluzione potrebbe essere quella
di creare "in tempi brevi due società distinte, una con obblighi di
servizio pubblico generale finanziata esclusivamente attraverso il
canone, l'altra a carattere commerciale, che sostiene le proprie
attività attraverso la raccolta pubblicitaria". Esattamente come sono
organizzate le televisioni di Stato in altri Paesi europei.
"E' inoltre auspicabile la ridefinizione dell'assetto proprietario dell'Auditel
- si legge ancora nell'indagine - prevedendo un soggetto privato
indipendente che abbia quale funzione/obiettivo la massimizzazione dei
profitti derivanti dalla vendita dei dati sugli ascolti televisivi".
Secondo l'Antitrust con le attuali normative "Fininvest e Rai esercitano
un'influenza determinante" sull'Auditel.
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