CENTOMOVIMENTI NEWS - 1 OTTOBRE 2004
Russia: "Sì al protocollo di Kyoto". Ma gli Stati Uniti resistono
REDAZIONE

Ieri l'Esecutivo di Vladimir Putin ha iniziato l'iter per la ratifica del protocollo di Kyoto, il trattato internazionale volto a diminuire il riscaldamento globale. Il Governo russo ha infatti sottoposto la questione alla Duma, che dovrà ora valutare l'impatto economico che questa operazione provocherà nelle casse dello Stato.
La decisione di Putin è stata salutata con favore dalla maggior parte dei paesi europei ed ha fatto esultare gli ambientalisti. Complimenti che rappresentano una manna per un Governo che negli ultimi tempi è criticato con una certa regolarità dalla comunità internazionale.

La svolta nella politica ambientale di Mosca non è però servita a convincere gli Stati Uniti a cambiare idea su questo punto, il paese di George W. Bush è destinato a rimanere sempre più solo sul tema della lotta all'effetto serra e all'inquinamento.
"La nostra posizione non è certo cambiata", ha replicato un portavoce del Dipartimento di Stato a chi gli chiedeva se il cambio di rotta della Russia avrebbe avuto delle ripercussioni anche sulla politica ambientale americana.
"Tocca alle altre nazioni valutare in modo indipendente se la ratifica va nella direzione del loro interesse nazionale - ha aggiunto - e comunque, voglio ricordare che la Russia non ha ancora ratificato il protocollo".

E' molto improbabile che la Casa Bianca cambi idea su questo argomento, è sufficiente pensare che fino a poco più di un mese fa la posizione ufficiale degli Usa era che l'effetto serra non esiste affatto e che l'inquinamento non può causare un innalzamento della temperatura del globo.
Solo alla fine dello scorso agosto il Governo di Washington ha autorizzato la diffusione di un rapporto nel quale l'effetto serra viene indicato come il maggior responsabile dei disastrosi mutamenti climatici degli ultimi anni.

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