
Ieri l'Esecutivo di Vladimir Putin
ha iniziato l'iter per la ratifica del protocollo di Kyoto, il
trattato internazionale volto a diminuire il riscaldamento
globale. Il Governo russo ha infatti sottoposto la questione alla
Duma, che dovrà ora valutare l'impatto economico che questa
operazione provocherà nelle casse dello Stato.
La decisione di Putin è stata salutata con favore dalla maggior
parte dei paesi europei ed ha fatto esultare gli ambientalisti.
Complimenti che rappresentano una manna per un Governo
che negli ultimi tempi è criticato con una certa
regolarità dalla comunità internazionale.
La svolta nella politica ambientale di Mosca non è però servita a
convincere gli Stati Uniti a cambiare idea su questo punto, il
paese di George W. Bush è destinato a rimanere sempre più solo sul
tema della lotta all'effetto serra e all'inquinamento.
"La nostra posizione non è certo cambiata", ha replicato un
portavoce del Dipartimento di Stato a chi gli chiedeva se il
cambio di rotta della Russia avrebbe avuto delle ripercussioni
anche sulla politica ambientale americana.
"Tocca alle altre nazioni valutare in modo indipendente se la
ratifica va nella direzione del loro interesse nazionale - ha
aggiunto - e comunque, voglio ricordare che la Russia non ha
ancora ratificato il protocollo".
E' molto improbabile che la Casa Bianca cambi idea su questo
argomento, è sufficiente pensare che fino a poco più di un mese fa
la posizione ufficiale degli Usa era che l'effetto serra non
esiste affatto e che l'inquinamento non può causare un
innalzamento della temperatura del globo.
Solo alla fine dello scorso agosto il Governo di Washington ha
autorizzato la diffusione di un rapporto nel quale l'effetto serra
viene indicato come il maggior responsabile dei disastrosi
mutamenti climatici degli ultimi anni.
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