La
Magistratura italiana è tornata ad esprimersi in merito ad un caso
riguardante uno dei tanti giornalisti allontanati dalla
televisione di Stato. E, anche questa volta (così come era
avvenuto per Michele Santoro), il Tribunale del Lavoro ha dato
ragione all'epurato di turno.
Il Giudice Tiziana Orrù, applicando l'articolo 700 c.p.c., ha
infatti oggi ordinato alla Rai di assegnare ad Oliviero Beha
compiti e mansioni di natura giornalistica corrispondenti alla
qualifica professionale di assunzione.
Beha aveva fatto causa a Viale Mazzini, perché la tv pubblica lo
aveva privato senza alcuna giustificazione della sua qualifica di
vicedirettore, lasciandolo peraltro quasi sempre senza alcun
incarico.
La sua causa è stata perorata dagli avvocati Domenico e Giovanni
d'Amati, gli stessi che si erano occupati della querelle
giudiziaria tra la Rai e l'ex conduttore di "Sciuscià".
La querela aveva convinto Viale Mazzini ad assegnargli il compito
di "seguire lo sviluppo di tutte le iniziative editoriali legate
alle nuove tecnologie", ma il Magistrato ha oggi "ritenuto questo
incarico privo di concretezza e inadeguato".
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