Una
volta si sparava sulla Croce Rossa, oggi c'è chi spara sulla
Caritas.
A pronunciare parole di fuoco contro l'organismo pastorale della
Cei è il vicepresidente dei Deputati del Carroccio alla Camera,
Federico Bricolo. Il leghista ha criticato le parole di condanna
che i vertici della Caritas aveva dedicato alla proposta del
commissario Ue Rocco Buttiglione che, per risolvere il problema
immigrazione, voleva Istituire centri di permanenza temporanea
sulle coste del Nord-Africa.
"Se la caritas di monsignor Nozza non vuole i centri di
permanenza in Nord-Africa è
evidentemente perché ciò comprometterebbe il suo interesse più
importante, cioè quello della gestione degli immigrati - ha
chiarito la camicia verde - è opinione comune che per la
Caritas, più immigrati arrivano più soldi avranno da gestire.
Fosse per loro, i clandestini entrerebbero tutti".
Per ritorsione, l'esponente del partito di Bossi ha addirittura
preannunciato che proporrà di modificare il nome dei "centri di permanenza"
in "centri di respingimento".
"Così vuole la nostra gente in Padania, che non ne vuole più
sapere di clandestini nel nostro Paese - ha concluso - per fortuna
al governo ci siamo noi, e non i suoi (di monsignor Nozza, ndr)
amici cattocomunisti".
Le parole del parlamentare sono state subito condannate dalla
dielle Rosy Bindi, che ha peraltro ricordato a Bricolo "che la
proposta lanciata da Rocco Buttiglione sui centri di permanenza in Nord-Africa, è stata accolta negativamente da tutti i Paesi
dell'Unione Europea".
"Le dichiarazioni di Bricolo sono da respingere per la loro
volgarità e per l'aggressione gratuita a una delle più alte
espressioni della Chiesa italiana - ha concluso l'ex ministro - ci
auguriamo che il mondo cattolico rifletta sull'atteggiamento di
alcuni esponenti della maggioranza nei confronti di chi lavora a
servizio della vita umana".
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