Il
numero uno della squadra di ispettori che il governo americano
aveva inviato in Iraq con lo scopo di individuare le armi di
distruzione di massa di Saddam Hussein è tornato in patria a mani
vuote.
Presentando il suo rapporto di oltre mille pagine alla commissione
difesa del senato statunitense, il consigliere speciale della Cia,
Charles Duelfer, ha dichiarato che nel paese non c'è alcuna
traccia "né di armi chimiche, né di armi batteriologiche".
"Non troveremo mai arsenali significativi di armi di sterminio -
ha chiarito - i progetti nucleari di Saddam erano finiti dopo la
guerra del 1991".
Duelfer ha però aggiunto che il tiranno utilizzava parte del
denaro che gli arrivava dall'Onu in base al programma "Petrolio in
cambio di cibo" per sviluppare la sua tecnologia militare.
"Dal punto di vista di un analista, il mondo è migliore senza
Saddam Hussein - ha chiarito - il dittatore manteneva chiaramente
l'ambizione la sviluppare armi di sterminio".
Il primo a commentare le parole del capo dell'Iraq Survey Group è
stato il primo ministro britannico Tony Blair, secondo il quale "è
chiaro che da parte di Saddam c'era tutta l'intenzione di produrre
armi non convenzionali e che lui non aveva nessuna intenzione di
rispettare le risoluzioni dell'Onu".
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