In
Italia Democrazia e libertà appaiono consolidate, ma vi sono
rischi e minacce. Questo concetto è stato espresso oggi da
Giovanni Paolo II nel messaggio inviato a Bologna in occasione
della "quarantaquattresima settimana sociale dei cattolici
italiani".
Nel documento si legge infatti che nel periodo che va dalla
seconda guerra mondiale ad oggi in Italia la Democrazia e la
libertà politica sono diventate, anche grazie al "contributo
determinante dei cattolici, ormai felicemente consolidate e
penetrate nella coscienza collettiva grazie in particolare al loro
tenace e prolungato esercizio".
"A nessuno sfuggono però i rischi e le minacce che per un
autentico assetto democratico possono derivare da certe correnti
filosofiche, visioni antropologiche e concezioni politiche non
esenti da preconcetti ideologici - ha ammonito il Papa - permane,
per esempio, la tendenza a ritenere che il relativismo sia
l'atteggiamento di pensiero meglio rispondente alle forme
politiche democratiche, come se la conoscenza della verità e
l'adesione ad essa costituissero un impedimento".
Il Pontefice ha inoltre ricordato che, "se l'azione politica non
si confronta con una superiore istanza etica", essa "finisce per
essere asservita a fini inadeguati se non illeciti".
"La verità è il migliore antidoto contro i fanatismi ideologici,
in ambito scientifico, politico o anche religioso - ha aggiunto -
il messaggio evangelico, infatti, offre la centralità della
persona come ancoraggio sovra-ideologico, a cui tutti possono fare
riferimento. Senza tale radicamento nella verità, l'uomo e la
società rimangono esposti alla violenza delle passioni e a
condizionamenti aperti o occulti".
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