"La
Regione, in conformità con la tradizione storico-culturale
cristiana del suo popolo, con le proprie tradizioni di libertà di
scienza e di pensiero e di laicità delle Istituzioni, ispira la
propria azione ai principi di eguaglianza e di solidarietà nei
confronti di ogni persona di qualunque provenienza, cultura e
religione, promuovendo processi di integrazione".
E' questo uno dei pochissimi articoli che fino ad oggi la
Commissione Statuto del Veneto è riuscita a licenziare.
L'approvazione è però stata accompagnata da asprissime polemiche,
il riferimento alla "tradizione storico-culturale cristiana" è
stato inserito solo dopo il forte richiamo dei Vescovi, che hanno
voluto dettare le loro condizioni sullo Statuto.
"Un'intromissione grave e inaccettabile", secondo Rifondazione
Comunista, che ha definito l'intervento della Chiesa, ed in
particolare quello dell'arcivescovo di Vicenza monsignor Nosiglia,
un'iniziativa lesiva "del principio liberale della reciproca
autonomia tra Stato e Chiesa".
"Potrei citare migliaia di esempi, dall'editto di Costantino a
oggi - gli ha fatto eco Severino Galante, dei Comunisti italiani -
per dimostrare che la storia del cristianesimo e della Chiesa non
è conforme ai principi di eguaglianza e di solidarietà".
Perplesso anche il diessino Claudio Rizzato, che ha voluto
sottolineare come il Consiglio non abbia riservato "analoga
sensibilità verso i valori della Resistenza, nonostante il Veneto
sia la Regione più resistenziale d'Italia".
Un altro punto sul quale si è aperta una dura battaglia, infatti,
è quello relativo all'articolo che dovrebbe riconoscere i principi
dell'antifascismo e della lotta di liberazione, un articolo che
fino ad oggi ha trovato la netta opposizione di An e soprattutto
del Carroccio.
"Gli interventi xenofobi della Lega - hanno scritto in un
comunicato gli esponenti di Rifondazione - i consiglieri che hanno
elogiato all'esperienza della repubblica di Salò e della decima
Mas al servizio delle ss naziste, i consiglieri che si sono
permessi di dichiarare i <cosiddetti valori della resistenza e
dell'antifascismo menate>, rendono evidente che è in atto una
operazione politica tutta rivolta non al passato, ma piena di
lugubri presagi per il futuro dei veneti".
I Consiglieri eletti nella fila del partito di Fausto Bertinotti
hanno peraltro inviato al Presidente della commissione Statuto
Carlo Alberto Tesserin una lettera con l'elenco dei 24 Comuni
della Regione decorati al valor militare nella lotta di
Resistenza.
"Alla luce di questa nostra storia, che ha visto al centro della
lotta di Liberazione città come Bassano del Grappa, Belluno,
Treviso, Verona, Vicenza e l'Università di Padova, per citare
soltanto le medaglie d'oro - si legge nella missiva - risulta
ancora più evidente l'esigenza di un riferimento netto e visibile,
nello Statuto della Regione, alla Resistenza".
LEGGI ANCHE:
- Statuti regionale: è guerra tra il Governo e le
"Regioni rosse"
- La Lega spara a zero anche sulla Caritas
HOME PAGE |