CENTOMOVIMENTI NEWS - 7 OTTOBRE 2004
E'
guerra sullo Statuto del Veneto: valori cristiani e Resistenza al centro del dibattito
REDAZIONE

"La Regione, in conformità con la tradizione storico-culturale cristiana del suo popolo, con le proprie tradizioni di libertà di scienza e di pensiero e di laicità delle Istituzioni, ispira la propria azione ai principi di eguaglianza e di solidarietà nei confronti di ogni persona di qualunque provenienza, cultura e religione, promuovendo processi di integrazione".
E' questo uno dei pochissimi articoli che fino ad oggi la Commissione Statuto del Veneto è riuscita a licenziare.

L'approvazione è però stata accompagnata da asprissime polemiche, il riferimento alla "tradizione storico-culturale cristiana" è stato inserito solo dopo il forte richiamo dei Vescovi, che hanno voluto dettare le loro condizioni sullo Statuto.
"Un'intromissione grave e inaccettabile", secondo Rifondazione Comunista, che ha definito l'intervento della Chiesa, ed in particolare quello dell'arcivescovo di Vicenza monsignor Nosiglia, un'iniziativa lesiva "del principio liberale della reciproca autonomia tra Stato e Chiesa".
"Potrei citare migliaia di esempi, dall'editto di Costantino a oggi - gli ha fatto eco Severino Galante, dei Comunisti italiani - per dimostrare che la storia del cristianesimo e della Chiesa non è conforme ai principi di eguaglianza e di solidarietà".

Perplesso anche il diessino Claudio Rizzato, che ha voluto sottolineare come il Consiglio non abbia riservato "analoga sensibilità verso i valori della Resistenza, nonostante il Veneto sia la Regione più resistenziale d'Italia".
Un altro punto sul quale si è aperta una dura battaglia, infatti, è quello relativo all'articolo che dovrebbe riconoscere i principi dell'antifascismo e della lotta di liberazione, un articolo che fino ad oggi ha trovato la netta opposizione di An e soprattutto del Carroccio.
"Gli interventi xenofobi della Lega - hanno scritto in un comunicato gli esponenti di Rifondazione - i consiglieri che hanno elogiato all'esperienza della repubblica di Salò e della decima Mas al servizio delle ss naziste, i consiglieri che si sono permessi di dichiarare i <cosiddetti valori della resistenza e dell'antifascismo menate>, rendono evidente che è in atto una operazione politica tutta rivolta non al passato, ma piena di lugubri presagi per il futuro dei veneti".

I Consiglieri eletti nella fila del partito di Fausto Bertinotti hanno peraltro inviato al Presidente della commissione Statuto Carlo Alberto Tesserin una lettera con l'elenco dei 24 Comuni della Regione decorati al valor militare nella lotta di Resistenza.
"Alla luce di questa nostra storia, che ha visto al centro della lotta di Liberazione città come Bassano del Grappa, Belluno, Treviso, Verona, Vicenza e l'Università di Padova, per citare soltanto le medaglie d'oro - si legge nella missiva - risulta ancora più evidente l'esigenza di un riferimento netto e visibile, nello Statuto della Regione, alla Resistenza".

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