La
classe dirigente attualmente al lavoro in Sicilia sta contrastando
in modo rigoroso la mafia, in particolare rendendo più "difficili
le infiltrazioni criminali" nelle Istituzioni. Questo concetto
espresso dal ministro per gli Affari regionali Enrico La Loggia è
riuscito ad irritare il diessino Giuseppe Lumia, che non ha potuto
fare a meno di chiedersi "quale metro" abbia usato il ministro nel
pronunciare queste parole.
"Se scorriamo l'elenco degli amministratori pubblici sotto
inchiesta o arrestati perchè inseriti dentro Cosa nostra o per
averla favorita, non credo che questa affermazione possa essere
valida", ha chiarito il membro della commissione antimafia facendo
riferimento alle recenti indagini dei Giudici siciliani che, tra gli altri,
riguardano anche il Governatore Salvatore Cuffaro.
"Quello che si constata è che gli appalti continuano ad essere
gestiti con logiche poco trasparenti, che consentono alla
mafia pesanti infiltrazioni e condizionamenti - ha aggiunto il
parlamentare della Quercia - quello che salta agli occhi è che la
politica solo raramente è capace di fare pulizia al suo interno
senza aspettare l'azione della Magistratura".
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