CENTOMOVIMENTI NEWS - 10 OTTOBRE 2004
Marrazzo: "La mia politica? In mezzo alla gente, vicina ai cittadini"
Intervista esclusiva a Piero Marrazzo - a cura di Marcella Marcelli

Le elezioni regionali in programma per la prossima primavera, si caricheranno inevitabilmente di un forte significato politico e avranno ripercussioni su tutto il Paese e sugli equilibri dell’attuale maggioranza di governo.
I riflettori saranno puntati in particolare su alcune Regioni chiave in cui l’esito delle urne avrà il sapore di una prova generale delle politiche del 2006. Una di queste Regioni è senz’altro il Lazio, dove le forze del centrosinistra hanno trovato in Piero Marrazzo l’uomo da contrapporre al Presidente uscente Francesco Storace. Abbiamo incontrato l’ex conduttore di “Mi manda Rai tre” durante la sua prima uscita pubblica in un’iniziativa organizzata dai DS a Tivoli, sabato 9 ottobre.

Hai definito la tua decisione di accettare la candidatura dei partiti di centrosinistra del Lazio “una scelta di vita”. Comunque deve essere stata sofferta se pensiamo a tutto quello che lasci: 8 anni da autore e conduttore della trasmissione di punta della terza rete Rai e, a soli 46 anni, una brillante carriera da dirigente nell’azienda. Cosa ti ha spinto a metterti in gioco?
Nella vita ho imparato una cosa: bisogna vivere anche di motivazioni. Non voglio dire che non ne trovassi più nel mio lavoro, ma quando tante persone ti chiedono di rappresentarle, questa è una grande motivazione. E queste persone me lo hanno chiesto perché avevano un obbiettivo da raggiungere e pensano che con me possano riuscire a farlo.
Certo, io ho messo in discussione molto. Vent’anni di lavoro in Rai mi avevano fatto raggiungere un certo livello professionale, un ruolo. Avevo strumenti per intervenire anche nelle dinamiche sociali.
Tuttavia, come forse in pochi hanno capito, io credo che “Mi manda Rai tre” è stato considerato e vissuto (forse dalle persone più semplici) come un vero programma politico. E quando dico politico intendo ovviamente parlare di politica dei bisogni. Quindi per me si è trattato in realtà di un passaggio naturale, con il quale prosegue il mio impegno, la mia voglia di ascoltare la gente.

Come ti senti in questi nuovi panni?
In qualche modo è stato un ritorno, ho militato in un partito per dieci anni da ragazzo e poi mi sento a mio agio nel ruolo di chi deve tenere insieme persone che la pensano diversamente. So di poter rappresentare chi ha una formazione cattolica, ma anche chi viene dal mondo socialista e riformista, come chi ha sensibilità ambientaliste ecc. Credo che questo sia ciò che mi affascina di più. Un tale coacervo di patrimoni culturali non può che essere garanzia di buone capacità di governo.

Supponiamo che l’espressione “candidato mediatico” (per la verità piuttosto abusata negli ultimi giorni), sia del tutto neutra, un mero dato di fatto. C’è un valore aggiunto nell’avere questa caratteristica o al contrario essa rappresenta un limite?
Se io considerassi il mio punto di forza questa caratteristica, sarei ingenuo o, peggio, stupido. La popolarità è uno strumento per fare politica. In questi mesi farò una politica che di mediatico non avrà nulla perché sarà one to one, diretta. Sarò nei paesi, con gli imprenditori, con le categorie professionali, con gli anziani…. so usare le parole? Sono un comunicatore? Ho avuto un ruolo mediatico? Benissimo. Fa parte del mio bagaglio, che userò sul territorio. Mi aiuterà a parlare con l’imprenditore, con l’operaio disoccupato, con il diversamente abile e mi aiuterà a comprendere le loro esigenze e a derivarne un programma che sia davvero strumento di governo. Certo, aver fatto per vent’anni il comunicatore mi sarà utile.

In altre occasioni hai detto che farai politica “come una volta”. Che intendi dire esattamente?
Ho sempre pensato che sia un errore buttare il bambino insieme all’acqua sporca. Uno degli errori maggiori che si commettono nelle fasi di transizione, per paura magari di doversi confrontare con un passato difficile, a volte ingombrante, è quello di rinunciare a tutto ciò che di quel passato, di quella tradizione fa parte. Io amo del passato qualcosa che la information society ci sta negando. La società dell’informazione ha creato strumenti che dovrebbero aiutare la gente a incontrarsi, a stare insieme. Se, al contrario, questi strumenti vengono usati per rendere sempre più difficile la relazione fisica, sostituendola con quella mediatica, allora può accadere che la politica non sia più in grado di “incontrare” i bisogni delle persone. Io voglio fare questa politica, in mezzo alla gente, vicina ai cittadini. Sarà dura, ma credo anche che ne varrà la pena.

Sono state sollevate alcune riserve sul metodo che ha portato alla tua candidatura, che ha però nel carattere unitario un indubbio punto di forza. Ritieni che si tratti di un metodo efficace, che può essere ripetuto anche in altri contesti?
Mi è stato insegnato che la valutazione dell’efficacia di un metodo in politica non può essere disgiunto dalla valutazione del grado di democraticità del metodo stesso. Posso dire che non vedo contraddizione tra la scelta di un candidato attraverso le cosiddette primarie e la sua scelta da parte di organismi dirigenti democraticamente eletti dalla base di un partito. Se l’obbiettivo è lo stesso, cioè conquistare il consenso, non c’è contraddizione. E io il consenso lo sto cercando e trovando in ogni sede. La genesi della mia candidatura è ormai alle spalle. Ora è il momento della progettualità.

Quindi del programma. Quando sarà pronto?
Sto raccogliendo indicazioni e suggerimenti da tutti. Non voglio essere affrettato, non amo le banalizzazioni, gli slogan e le parole d’ordine. Ogni cosa che verrà scritta sul programma sarà un preciso impegno, da onorare una volta al governo della Regione.

Due parole sul tuo avversario. Chi è Storace e che politica ha incarnato in questi anni?
Non voglio essere io a dire chi è il mio avversario. Lo diranno gli elettori una volta che avranno capito chi è Marrazzo.

Immagina di aver già vinto …
Ah no! Da buon napoletano non risponderò mai a questa domanda.

LEGGI ANCHE
:
Lazio: Marrazzo sfiderà Storace alle regionali

HOME PAGE

MANDA QUESTO ARTICOLO AD UN AMICO
Inserisci l'indirizzo del destinatario e clicca "invia"