CENTOMOVIMENTI NEWS - 10 OTTOBRE 2004
Pecorella confessa: il Lodo Schifani varato per salvare Berlusconi
REDAZIONE

"Approvare il Lodo Schifani è stato un errore". Il presidente della commissione Giustizia della Camera, nonché avvocato personale di Silvio Berlusconi, Onorevole Gaetano Pecorella, ha gettato la spugna, ammettendo che la legge che garantiva l'impunità alle cinque più alte cariche dello Stato, approvata dal centrodestra nel giugno 2003, è stata uno sbaglio.

Aveva visto giusto l'opposizione, ammette indirettamente il parlamentare, soprattutto quei partiti promotori di un referendum abrogativo per la norma in questione.
E, a maggior ragione, avevano visto giusto i Giudici della Corte Costituzionale, che nel gennaio 2004 cancellarono la norma perchè in palese contrasto con la Carta fondamentale: "Quel provvedimento, poi dichiarato incostituzionale - ha spiegato il legale - in alcune parti effettivamente lo era".
Ma c'è di più: Pecorella si è spinto oltre, arrivando ad ammettere ciò che in passato la Casa delle Libertà aveva sempre negato, il Lodo Schifani non fu varato per l'interesse della comunità, ma per salvare Silvio Berlusconi dai suoi processi.
La norma, ha infatti confessato il deputato forzista, "doveva consentire al presidente del Consiglio di governare per sei mesi (quelli della presidenza di turno dell'Ue, ndr)".

"Non è mai troppo tardi - ha commentato il segretario dell'Associazione nazionale magistrati Carlo Fucci - l'Anm aveva gridato ai quattro venti dell'incostituzionalità di quella legge; e ciò indipendentemente dal fine noto a tutti, richiamato oggi dall'Onorevole Pecorella, per il quale la legge veniva approvata".
Sulla stessa lunghezza d'onda il segretario di Unità per la Costituzione Fabio Roia, secondo il quale la dichiarazione di Pecorella "può far ben sperare nel futuro, nel senso che iniziative del genere non accadano più".
"A proposito di questa e di altre leggi - ha aggiunto il Giudice - l'ammissione di Pecorella deve portare a due conseguenze: la prima è che per la riforma dell'ordinamento giudiziario non vengano fatti errori di costituzionalità; la seconda è che le leggi siano fatte per interessi diffusi e pubblici".

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