Dopo
averla "giustiziata", ha infierito sul suo corpo scaricandole
addosso tutti i proiettili del suo fucile-mitragliatore.
La vittima è Ayman al-Hams, una bambina palestinese di tredici
anni, il suo carnefice un israeliano della brigata Ghivati.
La tragica esecuzione è avvenuta a Rafah,
nella striscia di Gaza, davanti agli occhi increduli e disgustati
dei commilitoni del militare.
La bambina si era avvicinata ad un fortino dell'esercito dello
Stato ebraico; le è stato intimato di fermarsi, poi sono partiti i
primi colpi, che l'hanno fatta crollare a terra.
L'ufficiale a
quel punto si è avvicinato alla giovane, forse ancora in vita, ed
ha aperto il fuoco scaricandole addosso l'intero caricatore. Sul cadavere
della tredicenne sono stati rinvenuti oltre venti proiettili.
Intervistati dalla radio militare israeliana, diversi altri
componenti della brigata Ghivati hanno preteso l'immediato
allontanamento dall'esercito del proprio comandante.
"La sua presenza tra noi è una vergogna - hanno spiegato - ci
sentiamo degradati al livello di belve umane".
Ma per l'ufficiale, che ha già confessato, la rimozione
dall'incarico è l'ultimo dei problemi, la Magistratura ha infatti
aperto un'inchiesta che con ogni probabilità lo porterà di fronte
alla corte marziale.
"Quando si è avvicinato al corpo gli abbiamo gridato che era una
bambina, ma lui le ha sparato egualmente due colpi da distanza
ravvicinata - ha raccontato un soldato, testimone oculare
dell'esecuzione - poi ha messo il grilletto sulla posizione
automatica ed ha svuotato il caricatore sul corpo della piccola.
Ci tenevamo la testa fra le mani, non potevamo credere a quanto
avevamo visto".
A prescindere dal fatto che si trattava solo di una bambina, le
autorità giudiziarie hanno voluto precisare che le regole di
ingaggio dell'esercito non prevedono, ma anzi escludono la
possibilità di aprire il fuoco contro nemici già a terra, ormai
inoffensivi.
Per quanto riguarda i primi colpi, quelli che hanno arrestato la
sua marcia verso il fortino, il colonnello Avi Peled ha invece
specificato che la ragazza aveva uno zaino sulle spalle che
avrebbe potuto contenere dell'esplosivo. Invece conteneva solo dei
libri scolastici.
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