CENTOMOVIMENTI NEWS - 11 OTTOBRE 2004
Orrore in Medioriente: massacrata una bambina palestinese
REDAZIONE

Dopo averla "giustiziata", ha infierito sul suo corpo scaricandole addosso tutti i proiettili del suo fucile-mitragliatore.
La vittima è Ayman al-Hams, una bambina palestinese di tredici anni, il suo carnefice un israeliano della brigata Ghivati.
La tragica esecuzione è avvenuta a Rafah, nella striscia di Gaza, davanti agli occhi increduli e disgustati dei commilitoni del militare.
La bambina si era avvicinata ad un fortino dell'esercito dello Stato ebraico; le è stato intimato di fermarsi, poi sono partiti i primi colpi, che l'hanno fatta crollare a terra.
L'ufficiale a quel punto si è avvicinato alla giovane, forse ancora in vita, ed ha aperto il fuoco scaricandole addosso l'intero caricatore. Sul cadavere della tredicenne sono stati rinvenuti oltre venti proiettili.

Intervistati dalla radio militare israeliana, diversi altri componenti della brigata Ghivati hanno preteso l'immediato allontanamento dall'esercito del proprio comandante.
"La sua presenza tra noi è una vergogna - hanno spiegato - ci sentiamo degradati al livello di belve umane".
Ma per l'ufficiale, che ha già confessato, la rimozione dall'incarico è l'ultimo dei problemi, la Magistratura ha infatti aperto un'inchiesta che con ogni probabilità lo porterà di fronte alla corte marziale.
"Quando si è avvicinato al corpo gli abbiamo gridato che era una bambina, ma lui le ha sparato egualmente due colpi da distanza ravvicinata - ha raccontato un soldato, testimone oculare dell'esecuzione - poi ha messo il grilletto sulla posizione automatica ed ha svuotato il caricatore sul corpo della piccola. Ci tenevamo la testa fra le mani, non potevamo credere a quanto avevamo visto".

A prescindere dal fatto che si trattava solo di una bambina, le autorità giudiziarie hanno voluto precisare che le regole di ingaggio dell'esercito non prevedono, ma anzi escludono la possibilità di aprire il fuoco contro nemici già a terra, ormai inoffensivi.
Per quanto riguarda i primi colpi, quelli che hanno arrestato la sua marcia verso il fortino, il colonnello Avi Peled ha invece specificato che la ragazza aveva uno zaino sulle spalle che avrebbe potuto contenere dell'esplosivo. Invece conteneva solo dei libri scolastici.

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