Per
la grande stampa era cambiato. Fini editorialisti ed esperti
commentatori disegnavano un premier più riflessivo, moderato,
sensibile al galateo istituzionale. Ne hanno elogiato l'alto
profilo istituzionale nei momenti più tragici dei sequestri
iracheni, si sono spellati le mani di fronte all'unità nazionale,
con fervida immaginazione ne hanno apprezzato lo spirito
collaborativo sulle riforme. Il direttore del Corriere della Sera
Stefano Folli ha persino coniato il "neoberlusconismo".
Eccolo lì - si sono detti - il nuovo Cavaliere, che dialoga con
l'opposizione, non perde il controllo, pondera gli interventi. Che
non ci costringe a strabuzzare gli occhi, a dover minimizzare,
glissare e poi pubblicare le smentite dei mille portavoce. Insomma
niente più gaffes, cadute di stile, ghigni nevrotici, corna o
barzellette: una iattura per satiri e oppositori, un bene per il
Belpaese. E lui, Silvio Berlusconi Comunications, per non deludere
le aspettative di vecchi e nuovi aficionados è subito intervenuto
per tenere alto il nome dell'Italia all'estero: "Ormai in Iraq c'è
una vita regolare - ha detto una decina di giorni fa mentre
mangiava un gelato - ci sono le scuole eccetera. Poi, certo, ci
sono le cose che non funzionano: ad esempio, i semafori a Baghdad
non funzionano. Ogni tanto scende uno dalla macchina e si mette a
dirigere il traffico".
C'è una democrazia da esportare, che diamine. Poi è partito per la
Libia a regalare pacche sulle spalle a quel simpatico dittatore di
Gheddafi. E nel week-end ha riacceso la lampadina sulla politica
interna intervenendo al Salone nautico di Genova. In particolare
ha rassicurato i padri di famiglia alle prese coi nuovi aumenti
dell'Ici per effetto della revisione delle rendite catastali: "Le
barche fino a 10 metri non dovranno più essere denunciate". Non
dimenticando il cavallo di battaglia della lotta agli sprechi
pubblici: "Uso il retro dei fogli già scritti e quando me ne vado
da Palazzo Chigi torno sempre indietro a controllare se ho
lasciato la luce accesa". Poco conta che la spesa corrente
continui a crescere, arrivi l'approvazione bipartisan di mance più
sostanziose ai parlamentari e la nuova riforma pseudo federalista
raddoppierà costi e poltrone, consulenze e portaborse: the show
must go on.
E in un crescendo rossiniano ieri a Varese il Cavalier Bugiardoni
si è detto disposto ad essere "commesso viaggiatore" del made in
Italy. Il quale, poggiandosi in particolare su Moda ed alimentari
è in buone mani: dopo le mancate misure protezionistiche nel
settore tessile ecco il blocco della regolamentazione agli ogm
voluta dal Ministro Alemanno (nel merito fra l'altro limitazioni
alla contaminazione della colture e responsabilità penale e civile
in caso di violazioni) con conseguente via libera alle
coltivazioni transgeniche. Il tutto con vivo dispiacere delle
aziende agricole (il 17% delle imprese italiane) ma, parola di
Berlusconi, in nome della libertà dei cittadini-consumatori.
Liberi di leggersi a caratteri minuscoli l'etichetta che segnala
la presenza di ogm, ma non le tuttora ignote controindicazioni per
la salute.
Eppure anche i nervi del premier riflessivo e moderato sono stati
messi a dura prova: prima dalle critiche alla "telecrazia
italiana" dell'arcivescovo di Milano Tettamanzi e sempre ieri
dalla doppia bocciatura europea di Rocco Buttiglione. "Un brutto
inizio per la nuova legislatura del Parlamento europeo - ha
commentato amaro Berlusconi - significativa anche la rozzezza
propagandistica degli argomenti ad personam usati dalla
delegazione parlamentare italiana nella sua componente di
sinistra".
Concludendo, quello contro Buttiglione è stato un voto dal "sapore
integralista se non oscurantista". Parola di chi, di leggi ad
personam e di "brutti inizi", ne sa qualcosa. Il convinto
europeista che spara sull'Euro e poi smentisce, che si fa
bacchettare dalla Ue per la legge sulle rogatorie internazionali,
per il monopolio dell'informazione e per non aver ancora recepito
il mandato di arresto europeo (per alcuni reati come falso in
bilancio, corruzione, frode fiscale, di cui puta caso è accusato
in vari processi in Italia e in Spagna), forse intende vantare
l'ottimo esordio del semestre italiano, presieduto ahinoi da
Berlusconi medesimo. Il quale, vistosi accusato di avere un
Ministro come Bossi, di essersi salvato grazie all'immunità
europea e delle cose di cui sopra, rispose come sempre a tema e a
tono: dando del "Kapò nazista" al tedesco Schulz del Pse e, dopo
aver sproloquiato sui "mille monumenti, il sole e il mare
italiani" come fossero roba sua, definendo gli europarlamentari
"turisti della democrazia". Ora sono solo "integralisti
oscurantisti". Facciamo progressi.
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