CENTOMOVIMENTI NEWS - 15 OTTOBRE 2004
Andreotti assolto: ma resta la macchia della prescrizione
STEFANO SANTACHIARA

Giulio Andreotti è assolto dall'accusa di mafia, ma resta ancora per lui la macchia della prescrizione. Rigettando i ricorsi di accusa e difesa, la sentenza della Cassazione oggi ha confermato il verdetto della Corte d'appello di Palermo e ha condannato il senatore a vita al pagamento delle spese processuali. Dunque per i fatti successivi al 1982 Andreotti è assolto dall'accusa di associazione mafiosa. Ma è anche confermata, per i fatti precedenti alla primavera dell' '80, la prescrizione sancita in Appello: "Il reato di associazione per delinquere, commesso fino alla primavera del 1980, è estinto per la prescrizione" citava testualmente la sentenza emessa il 2 maggio 2003.

Per avere un quadro più preciso bisognerà comunque attendere le motivazioni del verdetto odierno, che potrebbero anche modificare il dispositivo relativo al non doversi procedere nei confronti di Andreotti per l'intervenuta prescrizione con un dispositivo in senso migliorativo. Oppure lasciare intatta la sentenza d'appello e di conseguenza quella grave "macchia" che la difesa Andreotti puntava a spazzare via. In ogni caso il verdetto della Cassazione, arrivato dopo solo due ore di camera di consiglio, segna l'epilogo del caso giudiziario forse più importante della storia del nostro Paese, che per undici anni ha visto sul banco degli imputati il sette volte presidente del Consiglio.

"Ottimo" è stato il commento a caldo di Andreotti. ''Va benissimo anche questo verdetto -ha aggiunto l'avvocato Giulia Bongiorno - il nostro primo obiettivo era infatti quello di mettere la parola fine ad un processo che va avanti da 11 anni. E poi bisogna guardare al risultato che è finito con una sentenza assolutoria''. Il sostituto procuratore generale di Palermo Daniela Giglio, che sosteneva l'accusa nel processo d'Appello, ha invece affermato: ''Siamo soddisfatti per la sentenza della Cassazione che ha legittimato l'esercizio dell'azione penale. La conferma del dispositivo emesso dai giudici d'appello vede l'assoluzione relativa al reato contestato dagli anni '80 in poi, mentre viene confermata la prescrizione per il reato, di associazione a delinquere, per fatti antecedenti agli anni '80". Sollevato il presidente della Corte d'Appello Salvatore Scaduti: "Finalmente la sentenza Andreotti della Corte di Cassazione pone fine a una serie interminabile di polemiche scoppiate dopo la pronuncia della mia sentenza dello scorso anno".

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