CENTOMOVIMENTI NEWS - 15 OTTOBRE 2004
La Camera approva le Riforme: "La Costituzione è stata fatta a pezzi"
REDAZIONE

Con 295 voti a favore, 202 contrari e 9 astenuti, l'aula di Montecitorio ha oggi approvato il ddl di riforma della seconda parte della Costituzione. Adesso il testo deve tornare al Senato. Il ministro per le Riforme Calderoli, estremamente soddisfatto, ha ringraziato il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini, il leader della Lega Nord Umberto Bossi, i deputati della maggioranza e quelli delle opposizioni.
Ma le opposizioni non hanno ricambiato, accusando anzi il ministro di aver "fatto a pezzi la Costituzione".

Le opposizioni: "Referendum subito"
"Questa Costituzione ci regala un cittadino sovrano il giorno delle elezioni e suddito per cinque anni - ha accusato la dielle Rosy Bindi - perché il governo personale del premier è la negazione del processo di democrazia partecipativa alla quale gli italiani hanno lavorato in questi 60 anni".
Il centrosinistra ha quindi promesso battaglia, annunciando all'unisono un referendum abrogativo. Lo ha chiesto il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro, secondo il quale la riforma della maggioranza "offende quegli italiani che, con il loro sangue, hanno realizzato mezzo secolo fa la nostra Costituzione".
Sulla stessa lunghezza d'onda anche il diessino Luciano Violante, che ha promesso un referendum entro pochi mesi, così come il leader della Quercia Piero Fassino: "Condurremo una battaglia contro questa riforma con tutti gli strumenti istituzionali che la Costituzione prevede".
"E' una giornata nera per la nostra Repubblica - ha aggiunto il leader della Margherita Francesco Rutelli - la pretesa di Bossi ha prevalso. La nostra speranza è che la maggioranza fermi la macchina impazzita di questo stravolgimento della Costituzione e della devolution".
Vuole il referendum anche il presidente dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio, che ha bollato la legge approvata oggi "un mostro giuridico, disomogeneo, che paralizzerà la vita democratica del Paese".
Per il Ds Vannino Chiti il centrodestra "ha compiuto con arroganza uno sfregio, una rottura della nostra Costituzione".
Antonio Maccanico
, parlando a nome di tutta la Quercia, ha espresso "sconcerto, delusione e allarme".

La Casa delle Libertà in festa
"Vado a telefonare a Bossi". Questo la prima battuta di Silvio Berlusconi dopo l'approvazione, da parte della Camera, delle Riforme Istituzionali.
Poco dopo ha informato i giornalisti che il senatur "era raggiante": "Credo che ora guarirà più in fretta", ha aggiunto.
L'atteggiamento del Cavaliere rappresenta perfettamente l'umore della Casa delle Libertà. La coalizione è in festa, a cominciare dai leghisti.
Per Roberto Calderoli quello di oggi "è un grande giorno, non solo per la Lega, ma per tutto il Nord del paese e, in generale, per tutta l'Italia". Secondo il ministro, infatti, "il federalismo renderà questo Paese più snello, più efficiente e meno costoso".
"Oggi si volta pagina. La maggioranza compatta ha detto sì alla nuova Italia - ha affermato la forzista Isabella Bertolini - gli italiani avranno uno Stato moderno, efficiente e meno costoso. Più vicino ai cittadini. Grazie al governo Berlusconi si scrive una pagina fondamentale nella storia della Repubblica e per il futuro del nostro Paese".
Soddisfazione anche tra gli esponenti di An. Se per Domenico Nania quello di oggi è stato "un passo significativo verso il cambiamento", per Gian Franco Anedda "la riforma approvata dalla Camera è un passaggio importante nella vita della Repubblica".

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