Con
295 voti a favore, 202 contrari e 9 astenuti, l'aula di
Montecitorio ha oggi approvato il ddl di riforma della seconda
parte della Costituzione. Adesso il testo deve tornare al Senato.
Il ministro per le Riforme Calderoli, estremamente soddisfatto, ha
ringraziato il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini, il
leader della Lega Nord Umberto Bossi, i deputati della maggioranza
e quelli delle opposizioni.
Ma le opposizioni non hanno ricambiato, accusando anzi il ministro
di aver "fatto a pezzi la Costituzione".
Le opposizioni: "Referendum subito"
"Questa Costituzione ci regala un cittadino sovrano il giorno
delle elezioni e suddito per cinque anni - ha accusato la dielle
Rosy Bindi - perché il governo personale del premier è la
negazione del processo di democrazia partecipativa alla quale gli
italiani hanno lavorato in questi 60 anni".
Il centrosinistra ha quindi promesso battaglia, annunciando
all'unisono un referendum abrogativo. Lo ha chiesto il leader
dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro, secondo il quale
la riforma della maggioranza "offende quegli italiani che, con il
loro sangue, hanno realizzato mezzo secolo fa la nostra
Costituzione".
Sulla stessa lunghezza d'onda anche il diessino Luciano
Violante, che ha promesso un referendum entro pochi mesi, così
come il leader della Quercia Piero Fassino: "Condurremo una
battaglia contro questa riforma con tutti gli strumenti
istituzionali che la Costituzione prevede".
"E' una giornata nera per la nostra Repubblica - ha aggiunto il
leader della Margherita Francesco Rutelli - la pretesa di
Bossi ha prevalso. La nostra speranza è che la maggioranza fermi
la macchina impazzita di questo stravolgimento della Costituzione
e della devolution".
Vuole il referendum anche il presidente dei Verdi Alfonso
Pecoraro Scanio, che ha bollato la legge approvata oggi "un
mostro giuridico, disomogeneo, che paralizzerà la vita democratica
del Paese".
Per il Ds Vannino Chiti il centrodestra "ha compiuto con
arroganza uno sfregio, una rottura della nostra Costituzione".
Antonio Maccanico, parlando a nome di tutta la Quercia, ha
espresso "sconcerto, delusione e allarme".
La Casa delle Libertà in festa
"Vado a telefonare a Bossi". Questo la prima battuta di Silvio
Berlusconi dopo l'approvazione, da parte della Camera, delle
Riforme Istituzionali.
Poco dopo ha informato i giornalisti che il senatur "era
raggiante": "Credo che ora guarirà più in fretta", ha aggiunto.
L'atteggiamento del Cavaliere rappresenta perfettamente l'umore
della Casa delle Libertà. La coalizione è in festa, a cominciare
dai leghisti.
Per Roberto Calderoli quello di oggi "è un grande giorno,
non solo per la Lega, ma per tutto il Nord del paese e, in
generale, per tutta l'Italia". Secondo il ministro, infatti, "il
federalismo renderà questo Paese più snello, più efficiente e meno
costoso".
"Oggi si volta pagina. La maggioranza compatta ha detto sì alla
nuova Italia - ha affermato la forzista Isabella Bertolini
- gli italiani avranno uno Stato moderno, efficiente e meno
costoso. Più vicino ai cittadini. Grazie al governo Berlusconi si
scrive una pagina fondamentale nella storia della Repubblica e per
il futuro del nostro Paese".
Soddisfazione anche tra gli esponenti di An. Se per Domenico
Nania quello di oggi è stato "un passo significativo verso il
cambiamento", per Gian Franco Anedda "la riforma approvata
dalla Camera è un passaggio importante nella vita della
Repubblica".
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