"Cercare
di cambiare le regole del gioco quando la partita è alla fine è da
regimi del terzo mondo". Con queste parole il dielle Willer Bordon
ha commentato l'ultimo progetto annunciato da Berlusconi, quello
di cambiare la legge elettorale.
L'esponente della Margherita non è stato l'unico a gridare allo
scandalo, un po' tutte le opposizioni hanno espresso in queste ore
il loro disappunto per quella che è stata definita come la mossa
disperata di una "maggioranza che sa ormai di essere diventata
minoranza nel Paese".
"Il centrodestra con la riforma federalista vuole stravolgere
l'equilibrio tra i poteri dello Stato e sottomettere il parlamento
al dominio del premier - ha chiarito il verde Paolo Cento - poi
pretende di imporre una legge elettorale per mantenere il potere
senza il consenso della maggioranza degli italiani".
Secondo il parlamentare "il dibattito sulla legge elettorale deve
essere respinto", perché "il proporzionale che vuole la destra è
solo un cavallo di troia per operazioni truffa che vanno
contrastate con decisione".
Sulla stessa lunghezza d'onda anche il presidente della Quercia
Massimo D'Alema, che ha giudicato "aberrante" la decisione di
cambiare le regole del gioco alla vigilia delle elezioni
politiche.
"Il ritorno al sistema elettorale proporzionale, unito al
premierato forte, è una miscela che indurrebbe un gravissimo passo
indietro per il nostro Paese - ha affermato ai microfoni di Radio
24 - ci porterebbe a una situazione sudamericana tipo anni '60".
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