Ad
un certo punto un gruppo di migranti che era in loggione si è
messo a rumoreggiare, volevano partecipare al dibattito, spiegando
le loro ragioni.
Michele Santoro ha tentato di spiegare che avrebbe preferito
dargli la parola nel momento, secondo la sua scaletta mentale, in
cui avrebbero avuto più ascolto: “Ma se volete così, Davide, dagli
il microfono”. Davide è Parenzo, il conduttore di Iceberg su
Telelombardia, che ha svolto il ruolo di “spalla” dal loggione
dell’Ambra Jovinelli.
Dopo che i migranti hanno esposto le loro ragioni la serata è
proseguita. Con Santoro a condurre il dibattito, dal centro della
platea e ad interloquire con gli ospiti sul palco: Sabina
Guzzanti, Marco Travaglio, Peter Gomez. L’occasione era la
presentazione a Roma dell’ultima fatica dei due giornalisti già
autori insieme di Bravi Ragazzi e Lo chiamavano impunità (sui
processi SME-.Ariosto, Mondatori. Imi-Sir), Mani Pulite (insieme a
Barbacetto) ed il celeberrimo La repubblica delle Banane.
Il libro, che ha già venduto 40.000 copie solo con le
prenotazioni, si chiama “Regime” e ripercorre gli ultimi tre anni
di censura dell’informazione in Italia. Dal momento che il
Cavalier Banana è diventato premier.
Come spiegava Carlo Freccero ieri sera, è sconvolgente anche per
chi come lui ha vissuto molto da vicino quelle vicende, leggere
uno dietro l’altro tutti quegli episodi. Perché c’è la tendenza
alla rimozione e perché sono talmente tanti che si stenta a
ricordarli. Dall’epurazione di Luttazzi, Travaglio, Santoro e
Biagi fino alla vicenda Raiot, passando per Enrico Deraglio; e
ancora: Paolo Bonolis, Paolo Rossi, Giovanni Minoli e le censure
ai TG fino al Cyrano di Massimo Fini.
Proprio a proposito di quest’ultima censura Santoro e Parenzo si
sono cimentati nella lettura surreale – tratta da “Regime” - del
dialogo tra Fini e Marano - direttore di Rai due – sui motivi
dell’eliminazione del programma dal palinsesto notturno della Rai.
Sabina Guzzanti, stimolata da Santoro e Travaglio, ha presentato
le sue migliori interpretazioni di Buttiglione, Lucia Annunziata,
Massimo D’Alema e, ovviamente, lo schizofrenico Cavalier Banana
che con l’accento milanese sciorina le sue famose bugie e con
quello siciliano scatena tutto quello che pensa realmente.
Ma in sala, magnificamente diretti dal “Michele nazionale”, oltre
a Carlo Freccero sono intervenuti anche Curzio Maltese e Antonio
Padellaro, che hanno testimoniato quanto sia difficile di questi
tempi riuscire a conciliare giornalismo e professionalità ed il
fatto che il pericolo maggiore sia l’autocensura praticata da
molti operatori dell’informazione, nel tentativo di farsi
benvolere dal “capo”.
Che dire di più? Che la serata di ieri è stata trasmessa in
diretta su Taxi Channel, ripresa da molte tv locali (da
Telelombardia a TVR Voxon, a Teleregione Toscana e molte altre) ed
anche su internet dai siti www.arcoirois.tv e www.igirotondi.it
(con migliaia di contatti nelle due ore di trasmissione). I dati
auditel parlano chiaro, solo per Telelombardia i telespettatori
medi sono stati più del doppio rispetto alla programmazione
abituale: più di 100.000 e 700.000 contatti totali.
Un ulteriore esempio della “televisione che non c’è” e della
quale, in Italia, si sente tanto il bisogno.
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