Non
accennano a placarsi le polemiche dopo la puntata di Porta a Porta
della scorsa settimana, dedicata alla vita privata del dittatore
italiano Benito Mussolini.
Bruno Vespa ha invitato i familiari del duce in studio, per far
loro raccontare la storia di un uomo duro all'apparenza, ma con il
cuore tenero nella realtà.
Il primo ad esprimere indignazione per quanto mandato in onda
dalla prima rete della tv pubblica è stato Curzio Maltese
che, con un articolo al vetriolo pubblicato dal quotidiano La
Repubblica, ha parlato senza esitazione di "revisionismo storico".
Il giornalista ha spiegato che dal salotto di Vespa sono state
trasmesse "due ore di storia di un italiano simpatico e sportivo,
buon marito, ottimo padre, suocero affettuoso, nonno
indimenticabile, che incidentalmente è stato dittatore per un
ventennio, con gli inconvenienti noti ma da non esagerare".
"La vera protagonista della serata è stata Alessandra Mussolini,
che almeno era l'unica nella parte, autentica nipote fra tanti
parenti acquisiti - si legge ancora nel corsivo - più che un
dibattito storico, il Porta a Porta della nostalgia è stata una
festa di famiglia, con visione di filmini e commosso sfoglio
dell'album".
Sul fronte politico ha parlato una scandalizzata Gloria Buffo,
parlamentare dei Ds e, soprattutto, esponente della commissione di
Vigilanza della Rai.
"Il tinello di Casa Mussolini messo in scena da Bruno Vespa è uno
schiaffo alla storia di questo Paese e un colpo alla
responsabilità del servizio pubblico - ha affermato - riscattare
il fascismo raccontando le tenerezze di un padre, tacendo le
persecuzioni degli ebrei, le uccisioni degli oppositori, i morti e
le rovine della guerra non è solo immorale. È anche incompatibile
con una Rai pagata dai cittadini e che risponde al Parlamento".
Oggi, infine, è tornato sull'argomento il giornale L'Unità, che ha
espresso la propria incredulità attraverso la penna di Roberto
Cotroneo.
"Il fascismo fu una dittatura, certo, e Mussolini aveva un
caratteraccio, però era un padre affettuoso, un uomo che
rispettava le istituzioni, e guai a chi parlava male del papa
davanti a lui - si legge nell'articolo - inoltre, poveraccio, cosa
poteva fare con quel traditore di Galeazzo Ciano? Suo genero. Lo
aveva tradito, e dunque non aveva scelta. Fucilato all’alba, e
speriamo che la povera Edda non la prenda a male".
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