"Queste
elezioni sono un fatto importante perchè daranno un segnale, spero
che da questo collegio venga la conferma che stiamo facendo bene e
che dobbiamo andare avanti come stiamo facendo, realizzando tutte
le riforme che abbiamo presentato agli elettori nel 2001". Così
Berlusconi pochissimi giorni fa, durante una manifestazione
elettorale per sostenere Laboccetta, candidato della Casa delle
Libertà nel collegio Napoli-Ischia. Effettivamente il Cavaliere un
segnale lo ha avuto: gli italiani sono stanchi di lui, del suo
Governo e, soprattutto, delle sue promesse.
La partita delle suppletive, necessaria per rimpiazzare i
parlamentari eletti nell'europarlamento lo scorso maggio, che
chiamava in causa quasi 740mila cittadini (ai seggi si sono però
recati poco più del 40 per cento degli aventi diritto) è terminata
7-0. Sette collegi su sette sono infatti andati ai rappresentati
della coalizione di centrosinistra (prima di queste elezioni il
rapporto era 4-3 a favore dell'Ulivo).
Lorenzo Ria, eletto a Gallipoli, prenderà il posto di Massimo
D'Alema, Sergio D'Antoni, eletto a Napoli-Ischia, sostituirà
Alessandra Mussolini, mentre Stefano Zara, eletto a Genova Nervi,
prenderà il posto di Luigi Cozzi, deceduto tempo fa.
Successo per i candidati dell'Ulivo anche a Fidenza, dove Massimo
Tedeschi si è aggiudicato la poltrona lasciata vacante da
Pierluigi Bersani, a Firenze-Scandicci, dove Antonello Giacomelli
ha conquistato il seggio di Lapo Pistelli, e a Firenze-Pontassieve,
dove Severino Galante si è guadagnato il posto di Marco Rizzo.
Ma il risultato più atteso era certamente quello di Milano, dove
era in palio il seggio lasciato vacante da Umberto Bossi. Nel
capoluogo lombardo si è imposto Roberto Zaccaria, che ha battuto
il leghista Luciano Bresciani.
Ovviamente, il verdetto delle urne ha scatenato l'entusiasmo dei
leader del centrosinistra, che guardavano a queste suppletive come
ad una sorta di prova generale delle politiche del 2006.
"Berlusconi aveva dichiarato che questo voto sarebbe stato un
segnale del consenso all'operato del governo: adesso il segnale è
arrivato - ha affermato il numero uno della Quercia Piero Fassino
- da quattro a tre a sette a zero: una vittoria secca, netta e
inequivocabile".
Grande gioia anche per il presidente dei Ds Massimo D'Alema,
secondo il quale questo risultato "conferma la tendenza che il
centrosinistra c'è nel Paese".
"Un risultato clamoroso, un vero ko netto per Berlusconi - gli ha
fatto eco il coordinatore dei Verdi Paolo Cento - e non è che
l'inizio ...".
E' apparso decisamente soddisfatto il presidente dell'Italia dei
Valori Antonio Di Pietro, per il quale "l'onda lunga della Gad ha
mostrato i suoi effetti".
"E' evidente che uniti si vince - ha sentenziato l'ex pm - e
questa volta la vittoria è netta".
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