Gli
Stati Uniti non avevano preparato nessun piano per fronteggiare
una eventuale insurrezione come quella che si è poi veramente
concretizzata in Iraq. Lo ha confessato il segretario alla Difesa
Usa Donald H. Rumsfeld, che ha parlato nel corso di un'intervista
radiofonica. Già in passato l'amministrazione repubblicana aveva
ammesso che prima del conflitto non era stata prevista una
resistenza così decisa da parte dei ribelli, ma è la prima volta
che un esponente dell'Esecutivo di Washington ammette che
l'esercito non aveva preso neanche in considerazione questa
ipotesi, tanto da non preparare alcun piano.
"I piani del dopoguerra dovevano impedire che fossero distrutti i
pozzi di petrolio, che venissero fatti saltare i ponti, che si
evitasse una grave crisi umanitaria a causa degli sfollati e dei
problemi di alimentazione - ha spiegato Rumsfeld - e dovevano fare
in modo che la guerra finisse presto per non destabilizzare i
paesi vicini".
Ma di guerriglia, ha aggiunto il segretario, non si era mai
parlato. Rumsfeld ha infatti ammesso che l'insurrezione ha
costretto i comandi a "cambiare le strategia sul terreno".
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