Ancora
una volta la Rai dell'era Berlusconi ha deciso di mettere a tacere
una voce scomoda. Questa volta la vittima della censura è il
comico Paolo Hendel, che in un primo momento era stato invitato a
partecipare alla trasmissione di Giorgio Panariello "Ma il cielo è
sempre più blu".
Come prevedevano gli accordi presi con i responsabili della
televisione pubblica, l'attore aveva preparato un monologo da dare in pasto ai
telespettatori della prima rete. Ma, non appena saputo che
numerose battute erano dedicate alla politica, la Rai ha ritirato l'invito.
Niente satira politica in Rai, dunque, come era già successo a
Sabina Guzzanti, a Daniele Luttazzi e ad molti altri attori
comici.
"Non si può togliere a milioni di spettatori italiani, che pagano
il canone, il diritto di vedere la satira politica in tv - ha
affermato il diretto interessato - che Del Noce decida che la
satira non si deve vedere a Raiuno è davvero il sintomo della
democrazia che esiste all'interno della tv oggi".
Hendel avrebbe dovuto affrontare i temi più diversi, tutti
comunque legati alle vicende di attualità. Erano previste battute
sul Mullah Omar e su Bin Laden, ma anche su Rocco Buttiglione e su
Bruno Vespa.
"Questo ha provocato una levata di scudi e qui ho visto la
malafede, l'intenzione di bloccarmi a prescindere - ha aggiunto
l'attore - quello che fa paura è che ci sia un modo di pensare
alla satira come fosse qualcosa di non lecito e non corretto, come
se la satira fosse un modo subdolo di parlare di politica, per
lanciare messaggi politici. Qualcuno al Governo e alla Rai vede la
satira come qualcosa di negativo che può nuocere alla famiglia
italiana davanti alla televisione".
Da parte sua il coproduttore (insieme alla Rai) del programma di
Panariello, Bibi Ballandi ha replicato spiegando che "c'è una
satira buona e una cattiva".
"Non si tratta di censura ma di una scelta editoriale, presa
all'inizio del mio incarico, che garantisce tutte le parti
politiche - ha aggiunto il direttore di Raiuno Fabrizio del Noce -
la satira può essere inevitabilmente usata in modo improprio:
facendo ridere la gente si finisce per colpire una parte politica.
Di politica a Raiuno se ne parla seriamente e non artatamente".
Sul fronte politico invece, il diessino Giuseppe Giulietti ha
accusato il direttore generale della Rai Flavio Cattaneo di aver
mentito quando solo pochi giorni fa aveva parlato di una Rai,
quella attuale, finalmente "libera e senza censure". Il partito
della Margherita ha sottoposto la questione alla Commissione
parlamentare di Vigilanza.
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