CENTOMOVIMENTI NEWS - 29 OTTOBRE 2004
Iraq: è crisi diplomatica tra Washington e Mosca
REDAZIONE

La Russia ha oggi presentato agli Stati Uniti una protesta ufficiale con l'intento di dimostrare a Washington la propria indignazione per le recenti accuse che un alto esponente del Dipartimento della Difesa americana ha rivolto al Governo di Mosca in merito al furto di un'ingente quantità di esplosivo.
La vicenda ha avuto inizio una decina di giorni fa, quando si era diffusa la notizia che dall'ex Paese di Saddam Hussein erano sparite 342 tonnellate di esplosivo.

Una vera e propria "patata bollente" per l'amministrazione di George Bush (arrivata peraltro alla vigilia delle elezioni), che si era subito preoccupata di rassicurare i cittadini statunitensi sul fatto che le autorità avrebbero al più presto fatto piena luce sull'accaduto.
Un paio di giorni fa il vice-sottosegretario alla Difesa John Shaw aveva rivelato al quotidiano "Washington Times" che il mistero era quasi risolto: l'esplosivo non sarebbe stato rubato in questi ultimi mesi, ma sarebbe invece stato trasportato in Russia dai militari di Mosca ancor prima che la guerra avesse inizio.

Una tesi, quella di John Shaw, che ha fatto indignare non poco il Governo di Vladimir Putin che, insieme all'Esecutivo francese, era recentemente stato già tirato in ballo da un rapporto della Cia per delle presunte attività illecite con il regime di Saddam.
L'ambasciata di Mosca ha espresso "assolute proteste" per questa "assurda e ridicola" ipotesi.
"Non si può proprio fare altro che considerare dichiarazioni come questa come spazzatura - ha poi aggiunto il portavoce del ministero della difesa, Vyacheslav Sedov - posso ufficialmente confermare che il ministero della Difesa e le organizzazioni che da questo dipendono non possono aver avuto alcun ruolo nella scomparsa dell'esplosivo, dato che militari russi hanno lasciato l'Iraq dodici anni fa".

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