331
milioni di dollari. A tanto ammontava fino a ieri il debito del
Mozambico nei confronti del Brasile. Oggi, grazie ad un
provvedimento voluto dal presidente brasiliano Luis Inacio Lula da
Silva, il debito è stato ridotto con un colpo di penna del 95 per
cento. Il paese sudamericano, che non nuota certo nell'oro, ha
praticamente rinunciato a qualcosa come 314 milioni di dollari.
La decisione di cancellare il debito della nazione africana è
stata formalizzata ieri durante un incontro tra Lula e il
presidente del Mozambico Joaquim Chissano.
Lula ha voluto precisare che non si è trattato di un gesto
isolato, ma che iniziative di questo genere saranno in futuro
rivolte verso tutti i paesi poveri che possono concretamente
essere aiutati dal suo Governo. Per il presidente non ha infatti
senso continuare a spremere paesi che non avranno mai la
possibilità di saldare completamente i loro debiti.
"Spero che potrà servire come esempio per altre nazioni - ha
aggiunto - affinché possano condonare ai paesi poveri i loro
insanabili debiti".
Lula ha inoltre definito questo atto come una sorta di
risarcimento morale per gli africani che alcuni secoli fa furono
portati in America come schiavi.
La notizia di questo condono è stata commentata in Italia dal
parlamentare Roberto Giachetti. Per il dielle "si tratta di un
modello di intervento a cui si dovrebbe ispirare anche il nostro
governo, che purtroppo invece ha deciso di voltare le spalle ai
problemi dei paesi più poveri preferendo alla via del dialogo e
della cooperazione le soluzioni punitive della Bossi-Fini".
"Non si spiegherebbe altrimenti - ha aggiunto - la scelta adottata
in questi anni dal governo Berlusconi di tagliare drasticamente i
fondi destinati ai paesi in via di sviluppo, riducendo il problema
della povertà del sud del mondo ad una mera questione di ordine
pubblico nazionale".
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