
La Campania ha deciso di impugnare di
fronte alla Consulta il
decreto "tagliaspese" recentemente varato dal
Governo. Su proposta del Governatore Antonio Bassolino, la Giunta
regionale ha emesso una delibera con la quale ha incaricato i legali
Vincenzo Baroni e Vincenzo Cocozza di procedere ad un'azione legale
contro il decreto legge relativo agli "interventi urgenti per il
contenimento della spesa pubblica".
"La normativa è stata impugnata dinanzi la Suprema Corte poiché
interviene sulla formazione dei bilanci regionali ed invade la sfera di
competenza legislativa delle Regioni - si legge in un comunicato di
Palazzo Santa Lucia - non limitandosi ad individuare tagli della spesa e
misure volte al suo contenimento, ma decidendo a livello centrale quali,
ed in che misura, siano le spese che le Regioni, ma anche gli Enti
Locali, devono tagliare".
L'iniziativa della regione Campania arriva a pochi giorni di distanza da
quella intrapresa dalla Toscana, che lo scorso 27 agosto aveva deciso di
ricorrere alla Corte Costituzionale contro il decreto tagliaspese.
"Si tratta di una legge che colpisce senza motivo l'autonomia degli enti
locali riducendo la loro capacità di spesa, gestionale e di
programmazione - aveva spiegato il Governatore Claudio Martini - inoltre
pregiudica sia il principio di pari dignità tra le istituzioni che il
principio di buona amministrazione. In questo modo sono abbattuti i
limiti della competenza statale in materia di coordinamento della
finanza pubblica".
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