
Un'autovettura imbottita di esplosivo per
eliminare il sindaco di Gela, Rosario Crocetta. Era questo il piano che
la criminalità organizzata siciliana aveva intenzione di mettere in
pratica il prossimo 8 dicembre, durante la processione dell'Immacolata.
L'omicidio, ma molto più probabilmente sarebbe stata una vera e propria
strage, è stato sventato grazie al lavoro della magistratura siciliana,
che aveva fatto mettere sotto controllo i telefoni di diversi esponenti
di Cosa Nostra.
Durante una di queste intercettazioni il mafioso Rocco Di Giacomo, che
sarà poi arrestato il 10 di agosto, commissionava l'attentato al killer
lituano Marijus Denisenko.
"Questo sindaco finocchio dice sempre che Gela è mafiosa e che solo lui
è pulito - si può ascoltare nelle registrazioni - gli hanno dato la
scorta di due finanzieri, la sua casa è sempre chiusa e ci ha messo
intorno tante lampade".
La notizia che la mafia aveva intenzione di "toglierlo di mezzo" non è
però riuscita ad intimidire Crocetta.
"Andrò avanti nonostante tutto. Non mi lascio intimorire e non ho mai
mostrato segni di debolezza - ha spiegato il primo cittadino del
capoluogo di provincia siciliano - aver letto quella intercettazione mi
ha impressionato, non credevo a quanto sentivo. Comunque avevo intuito
che qualcosa era nell'aria ma non credevo che arrivassero sino a tanto".
Secondo gli inquirenti il sindaco, eletto nella fila dei Comunisti
italiani, è stato un ostacolo per la criminalità organizzata sin dalle
prime settimane del suo mandato. Il progetto di assassinarlo potrebbe
essere una conseguenza della decisione, assunta dalla giunta di
Crocetta, di fare svolgere tutte le gare d'appalto del comune in
presenza degli agenti delle forze dell'ordine.
L'esponente della commissione antimafia Giuseppe Lumia è stato tra i
primi ad esprimere la propria solidarietà al primo cittadino di Gela.
"Il progetto della mafia di far saltare in aria con un'autobomba il
sindaco Crocetta è il segno che il primo cittadino, e la giunta di
Centrosinistra che lo sostiene, stanno facendo un serio e proficuo
lavoro per lo sviluppo della cittadina siciliana e per l'affermazione
della legalità in quel territorio - ha spiegato il diessino - un lavoro
davvero esemplare e concreto in grado di colpire gli interessi mafiosi e
di favorire quelli sani".
Un commento è arrivato anche dal presidente della Regione Siciliana,
Salvatore Cuffaro, che ha voluto far sentire a Crocetta la vicinanza di
tutto il Governo regionale.
"Al di là degli schieramenti politici, resta il nostro più convinto
sostegno per tutti quegli amministratori coraggiosi che, come Crocetta,
si scontrano quotidianamente con realtà difficili senza per questo
rallentare nel percorso di legalità intrapreso - ha aggiunto il
Governatore - restiamo al loro fianco per costruire, insieme, una
Sicilia che sappia definitivamente affrancarsi dall'oppressione mafiosa,
con un'economia libera da ogni condizionamento e capace di creare vero
sviluppo e nuove occasioni di lavoro".
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