
Un doppio affondo da parte di due
esponenti dell'Esecutivo ha fatto ritornare di attualità il problema
relativo alla ricerca di nuove fonti energetiche per il nostro Paese.
Lucio Stanca e Antonio Marzano, infatti, non hanno escluso un prossimo
ritorno all'energia nucleare.
Il ministro per l'Innovazione tecnologica ha proposto la riapertura di
questo dibattito durante il Convegno degli Imprenditori di Cernobbio.
"Dipendiamo troppo dal petrolio - ha spiegato - non voglio passare per
un paladino del nucleare, ma in una situazione di crisi di prezzi come
l’attuale, un Paese come l’Italia non può dipendere così fortemente dal
petrolio".
Secondo Stanca in futuro potremmo essere costretti a rivedere la scelta
fatta tramite il referendum del 1987 "sull'ondata emozionale del momento
e sulla scia dell’emotività e dell’ideologia".
"Noi abbiamo a cento, duecento chilometri dai nostri confini diverse
centrali nucleari - ha aggiunto - e quindi siamo nella situazione
peggiore: abbiamo il nucleare quasi sul nostro territorio, ma non ne
traiamo benefici. Quella scelta va quindi rivista, anche perché sono
passati tanti anni e oggi il nucleare è una energia che costa meno
rispetto al petrolio, è più sicura, meno inquinante e più pulita".
Sulla stessa lunghezza d'onda anche il ministro per le Attività
Produttive, che ha bollato come "un errore storico" la scelta
anti-nucleare fatta dagli italiani nel 1987.
Di parere opposto, invece, il Presidente dei Verdi Alfonso Pecoraro
Scanio, per il quale "la vera innovazione in campo energetico è
rappresentata dal solare e dall'idrogeno, non certo dal nucleare".
"Il nucleare, come anche il petrolio - ha dichiarato il leader del
partito ambientalista - è un'energia del passato e dispiace che Stanca
si associ al penoso festival dei nostalgici e dei lobbisti. Per tenere
fede al suo incarico ed al nome del suo ministero, inizi a discutere di
solare, idrogeno e di risparmio energetico".
TORNA ALL'HOME PAGE DI CENTOMOVIMENTI NEWS |