Dopo
aver
bocciato lo Statuto della Toscana, l'Esecutivo di Silvio
Berlusconi ha impugnato di fronte alla Consulta anche quello
dell'Umbria. Il motivo è sempre lo stesso: in entrambi i documenti
erano presenti dei riferimenti ad "altre forme di convivenza"
oltre a quella del matrimonio. In sostanza, le due amministrazioni
regionali riconoscevano la legittimità delle coppie di fatto.
Ma il Consiglio dei ministri ha bloccato tutto, chiedendo appunto
il parere della Corte Costituzionale.
Per la Lega Nord "se ci devono essere degli aiuti da parte delle
Istituzioni, questi aiuti devono andare a famiglie canonizzate
all'interno di certe regole", mentre per Forza Italia le Regioni
rosse dell'Italia centrale, sotto la regia dei partiti di
sinistra, hanno imposto un modello statutario asettico sul piano
della affermazione delle radici e dei valori cristiani e del
riconoscimento del ruolo della famiglia così come attestato dalla
carta costituzionale".
L'opposizione dell'Esecutivo allo Statuto umbro è stata dunque
categorica, secondo il senatore dell'Udc Maurizio Ronconi in
Consiglio dei ministri si è riscontrata una netta "determinazione
nell'impugnarne alcuni punti davanti alla Consulta".
Ci sono state invece delle aperture da parte di Alleanza
Nazionale, ed in particolare del ministro degli Affari Regionali
Enrico La Loggia, che ha giudicato "eccellente" lo Statuto umbro.
"Non è mai stato messo in discussione l'impianto, è stato fatto un
ottimo lavoro - ha chiarito - si tratta di tre o quattro punti su
cui qualche dubbio tecnico-giuridico permane. Non si tratta di
valutazioni né di tipo politico né fazioso".
Da parte sua, il Governatore della Regione Maria Rita Lorenzetti
ha espresso "amarezza" per la decisione dell'Esecutivo.
"L'Umbria ha dato prova di una leale volontà di confronto con il
Governo - ha affermato - il provvedimento denuncia la volontà di
un governo federalista solo a parole di andare ad uno scontro
politico ed ideologico che rischia di essere lacerante per la
società umbra. Si ragiona già in termini di campagna elettorale".
Insomma, tra l'Esecutivo e le Regioni è ormai crisi Istituzionale.
Proprio oggi la Toscana ha depositato un controricorso
all'impugnativa del Governo sullo statuto.
"Il professor Stefano Grassi, a nome della giunta regionale, ha
depositato il controricorso - ha annunciato il presidente Claudio
Martini - con tutte le argomentazioni a sostegno della nostra
tesi. Fra queste ci sono anche delle chiarissime sentenze della
Corte costituzionale. Pensiamo di essere noi vicini alla
Costituzione".
Inoltre, negli scorsi giorni
la Campania e la stessa Toscana
avevano deciso di impugnare di fronte alla Consulta anche il
decreto "tagliaspese" recentemente varato dal Governo. Secondo le
due amministrazioni il documento "pregiudica sia il principio di
pari dignità tra le istituzioni che il principio di buona
amministrazione".
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