CENTOMOVIMENTI NEWS - 9 SETTEMBRE 2004
Elezioni americane: il mondo tiferà per Kerry
REDAZIONE

Il presidente degli Stati Uniti George W. Bush finirà molto probabilmente con il vincere le elezioni americane. Lo dicono i sondaggi che, dopo la convention repubblicana, lo proiettano in testa di oltre dieci punti. Per sua fortuna, l'attuale inquilino della Casa Bianca dovrà essere votato solo dal popolo statunitense. Se per assurdo il voto venisse esteso al resto del mondo, infatti, il capo di Stato Usa prenderebbe una batosta memorabile.
Alcuni esperti di sondaggi della GlobeScan e dell'Università del Maryland si sono divertiti a far votare 34mila cittadini di 35 nazioni del mondo. Gli interpellati dovevano indicare la loro preferenza scegliendo tra Bush e John F. Kerry.
Il risultato è stato sorprendente: il prossimo 2 novembre l'intero pianeta, eccezioni a parte, farà il tifo per il candidato democratico o, comunque, "guferà" contro l'attuale inquilino della Casa Bianca.

Cominciamo con le eccezioni: il popolo polacco è decisamente il più anticonformista, i cittadini del paese dell'est si sono espressi a favore di Bush, unico caso dell'Unione europea. Per l'attuale presidente voterebbero anche i nigeriani e i filippinini, mentre in India e in Thailandia la sfida si giocherebbe all'ultimo voto.
Ma in tutti gli altri Paesi la situazione è radicalmente diversa. Germania e Norvegia sono le nazioni più schierate, in questi due stati Kerry espugnerebbe le urne con il 74 per cento dei voti.
Tra i paesi anti-Bush figurano anche l'Italia, dove la sfida si chiuderebbe con un netto 58 per cento a 14, la Gran Bretagna (47 per cento a 16) e il Giappone (43 per cento a 23).
Tirando le somme, il 46 per cento degli elettori del pianeta gradirebbe un "cambio della guardia", mentre solo il 20 per cento ridarebbe fiducia all'attuale amministrazione.

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