Il
presidente degli Stati Uniti George W. Bush finirà molto
probabilmente con il vincere le elezioni americane. Lo dicono i
sondaggi che, dopo la convention repubblicana, lo proiettano in
testa di oltre dieci punti. Per sua fortuna, l'attuale inquilino
della Casa Bianca dovrà essere votato solo dal popolo
statunitense. Se per assurdo il voto venisse esteso al resto del
mondo, infatti, il capo di Stato Usa prenderebbe una batosta
memorabile.
Alcuni esperti di sondaggi della GlobeScan e dell'Università del
Maryland si sono divertiti a far votare 34mila cittadini di 35
nazioni del mondo. Gli interpellati dovevano indicare la loro
preferenza scegliendo tra Bush e John F. Kerry.
Il risultato è stato sorprendente: il prossimo 2 novembre l'intero
pianeta, eccezioni a parte, farà il tifo per il candidato
democratico o, comunque, "guferà" contro l'attuale inquilino della
Casa Bianca.
Cominciamo con le eccezioni: il popolo polacco è decisamente il
più
anticonformista, i cittadini del paese dell'est si sono espressi a
favore di Bush, unico caso dell'Unione europea. Per l'attuale
presidente voterebbero anche i nigeriani e i filippinini, mentre
in India e in Thailandia la sfida si giocherebbe all'ultimo voto.
Ma in tutti gli altri Paesi la situazione è radicalmente diversa.
Germania e Norvegia sono le nazioni più schierate, in questi due
stati Kerry espugnerebbe le urne con il 74 per cento dei voti.
Tra i paesi anti-Bush figurano anche l'Italia, dove la sfida si
chiuderebbe con un netto 58 per cento a 14, la Gran Bretagna (47
per cento a 16) e il Giappone (43 per cento a 23).
Tirando le somme, il 46 per cento degli elettori del pianeta
gradirebbe un "cambio della guardia", mentre solo il 20 per cento
ridarebbe fiducia all'attuale amministrazione.
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